EFFETTO LEONARDO. Opere dalla Collezione Carlo Palli

ID Evento 133419

Informazioni

Data Inizio
05-04-2019

Data Fine
30-06-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0574 193 4996

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Museo di Palazzo Pretorio - piazza del Comune - Prato

Orario
tutti i giorni dalle 10:30 alle 18:30 (Mar chiuso)

Ingresso
intero € 8, ridotto da € 4 a € 6, gratis per bambini fino a 6 anni

Totale voti: 121 - Rating: 3.6
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Descrizione

L’eco di celebrazioni diffuse per il cinquecentenario della morte di Leonardo (nato a Vinci nel 1452, scomparso ad Amboise nel 1519) si riverbera anche da Prato, dove dal 5 aprile al 30 giugno 2019 si apre la mostra EFFETTO LEONARDO. Opere dalla collezione Carlo Palli, realizzata dal Museo di Palazzo Pretorio in collaborazione con il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci al quale il collezionista pratese nel 2006 ha donato 200 opere della sua raccolta d’arte contemporanea. La mostra al Museo di Palazzo Pretorio – curata dal responsabile di collezioni e archivi del Centro Pecci, Stefano Pezzato, col coordinamento della conservatrice del Museo civico, Rita Iacopino, e allestimento di Francesco Procopio – presenta oltre 80 opere di 50 artisti italiani e internazionali articolate in un percorso tematico d’ispirazione leonardesca, quale omaggio al genio vinciano e in “continuità” sia con la grande tradizione storico-artistica della Toscana sia con la vocazione all’arte contemporanea della città di Prato, dove sono sorte e hanno sede varie raccolte contemporanee d’eccellenza.

Opera simbolo della mostra è il famoso ritratto senile di Leonardo rielaborato graficamente da Man Ray in un ready made aiutato del 1967, che riafferma la matrice duchampiana dell’objet trouvé e spiana la strada al recupero postmoderno di icone universali come Leonardo, ironicamente “ritrovato” col sigaro in bocca. Premessa alla mostra diventa così la tela del “paroliere” Ben Vautier che riporta l’assunto manifesto dell’arte concettuale: L’arte è un discorso sull’arte. Tutta la mostra si presenta infatti come un “discorso sull’arte” di Leonardo, il suo mito, le sue ricerche e le sue attività, i suoi capolavori e i suoi codici, rivisitati e reinterpretati, ripresi o evocati da decine di artisti in Italia e nel mondo nell’arco di tre decenni, dalla fine degli anni Sessanta al Duemila.

Al piano terra del Museo di Palazzo Pretorio la mostra si dipana in sezioni contigue di opere dedicate a Leonardo e Monna Lisa; parole sull’arte (e Leonardo); la scrittura riflessa; l’ultima cena; la natura; l’anatomia e la fisiognomica; il disegno e la pittura; gli strumenti e le macchine; il volo. Al primo piano del Museo sono presentate invece altre “scelte del collezionista” intorno all’immaginario leonardiano che costituisce il filo conduttore della mostra. Tutto il percorso, in fondo, è frutto di scelte, intenzioni e opportunità del pratese Carlo Palli (ex tennista, poi gallerista, mercante d’arte e battitore d’asta, quindi collezionista passionale e archiviatore irriducibile, committente e sodale di molti artisti), della sua predilezione per le ricerche artistiche neo-dadaiste, in particolare il Nouveau Realisme e la Pop Art, Fluxus e la Poesia Visiva, delle sue frequentazioni assidue con azionisti e performers, musicisti sperimentali, poeti irregolari, artisti intermediali; tutte esperienze artistiche che riprendono o ripercorrono motivi culturali e fatti sociali in chiave concettuale eppure divertita, sottile e anche pungente, intelligente ma spesso irriverente, in forme che sono ora proposte in questa mostra.

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