Modigliani e l’Avventura di Montparnasse

ID Evento 143391

Informazioni

Data Inizio
07-11-2019

Data Fine
17-02-2020

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0586 824 551

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Museo della Città - piazza del Luogo Pio - Livorno

Orario
Lun-Gio 10:00-19:00, Ve-Dom 10:00-23:00

Ingresso
intero € 15, ridotto € 10

Totale voti: 400 - Rating: 3.6
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Descrizione

L’esposizione Modigliani e l’Avventura di Montparnasse. Capolavori dalle Collezioni Netter e Alexandre in programma presso il Museo della Città di Livorno dal 7 novembre 2019 al 17 febbraio 2020 offrirà al pubblico l’occasione di ammirare ben 14 dipinti e 12 disegni di Modigliani raramente esposti al pubblico. Per celebrare il centenario della morte del pittore saranno eccezionalmente riuniti nelle sale del Museo della Città i dipinti e disegni appartenuti ai due collezionisti più importanti che lo hanno accompagnato e sostenuto nella sua vita. Paul Alexandre, primo fra tutti, al centro di un legame tra Livorno e Parigi che lo ha sostenuto al suo arrivo a Parigi e lo ha aiutato nel progetto scultoreo delle Cariatidi oltre che durante i suoi ritorni a Livorno nel 1909 e 1913. Ma anche e soprattutto Jonas Netter che ha riunito, come un esperto e geniale collezionista, i più bei capolavori del giovane livornese. Insieme alle opere di Modigliani saranno esposti un centinaio di altri capolavori – anch’essi collezionati da Jonas Netter a partire dal 1915 – rappresentativi della grande École de Paris. Tra queste si potranno ammirare i dipinti di Chaïm Soutine come L’Escalier rouge à Cagnes, La Folle, L’Homme au chapeau e Autoportrait au rideau eseguite dal 1917 al 1920 che ben rappresentano la poetica dell’artista e la sua maniera di rappresentare la realtà in modo atemporale e come espressione di tragedia interiore. Nell’Autoritratto, in particolare, Soutine si mette alla prova nel ritrarsi come i grandi artisti del passato che tanto ammirava, in una posa quasi anonima e con lo sguardo senza rughe ma preoccupato, con le mani fuori dal campo, la cui faccia con i piani irregolari emerge da una sciarpa verde. Spazio anche a opere di Maurice Utrillo come Place de l’église à Montmagny, Rue Marcadet à Paris, Paysage de Corse, dipinti dove gli spazi sono sereni e dove tutto è calmo e silenzioso e nulla traspare dei suoi soggiorni negli ospedali psichiatrici per tentati suicidi legati alla dipendenza dall’alcol. Presenti anche tele di Suzanne Valadon come le Trois nus à la campagne con donne nude in aperta campagna, tema molto caro a Renoir e a Cézanne oltre che ad Andrè Derain che con Le Grand Bagneuses ha realizzato un’opera considerata uno dei capisaldi dell’arte moderna e dipinti come St. Tropez e Portrait d’homme (Jonas Netter) di Moïse Kisling, artista polacco che ci ha lasciato uno dei ritratti più emblematici del collezionista Jonas Netter.

L’esposizione, fortemente voluta dal Comune di Livorno, ha l’obiettivo di far ritornare nella sua città natale “Dedo” in occasione del centesimo anniversario della sua scomparsa. Era il 22 gennaio 1920 quando Amedeo Modigliani è ricoverato, incosciente, all’Ospedale della Carità di Parigi dove muore – due giorni dopo – all’età di 36 anni di meningite tubercolare, malattia incurabile al tempo ma che era riuscito miracolosamente a sconfiggere vent’anni prima. Il giorno della sua morte Parigi e il mondo intero perdono uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Con il suo stile inconfondibile era riuscito a rendere immortali i suoi amici, le sue compagne e amanti, i collezionisti e i volti ‘eroici’ dei figli della notte parigina. Nei quartieri di Montparnasse e di Montmartre aveva stretto amicizia con Guillaume Apollinaire, Chaïm Soutine, Paul Guillaume, Blaise Cendrars, Andrè Derain e Maurice Utrillo ed era da tutti ammirato per la sua cultura, il suo fascino e il suo carisma. Egli incantava per il suo talento geniale e l’approccio intransigente all’arte, per la sua bellezza e per la sua passionalità mediterranea. La sua vita era però anche prigioniera dell’alcol e delle droghe, Modigliani non si risparmiava e sfidava ogni giorno la morte cercando nell’arte una via di fuga al suo tragico destino. Grande rivale di Modì, così era conosciuto Amedeo a Parigi, era Pablo Picasso che il pittore di Livorno ammirava e odiava. Picasso era però affascinato dal giovane artista italiano e dalle sue opere in cui si rispecchiava tutta la bellezza dell’arte rinascimentale espressa con un linguaggio assolutamente moderno. Nonostante la vita “sopra le righe”, le tanti amanti tra le quali le poetesse Anna Akhmatova e Beatrice Hastings, la sua energia e giovinezza, Modigliani non può sfuggire alla morte. Una tragedia che provocò forte turbamento nell’intera avanguardia parigina. E se tutto ciò non bastasse anche la sua giovane compagna, Jeanne Hébuterne, artista di talento che tutti adoravano decide di accompagnarlo nella morte, nonostante aspettasse il secondo figlio da Amedeo. Con una conseguenza immediata: la nascita di una leggenda che trasformerà Modigliani in un personaggio leggendario, in una emanazione evanescente e scandalosa di un mondo bohémien che nei suoi ritratti e nei suoi nudi riconoscerà il senso della propria estrema vitalità mista a tedio e profonda fatale malinconia.

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