Nel Mare dell’Intimità. Archeologia Subacquea

ID Evento 139908

Informazioni

Data Inizio
05-07-2019

Data Fine
05-07-2020

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
080 580 0200

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Aeroporto del Salento - contrada Baroncino - Brindisi

Orario
apertura aeroporto

Ingresso
libero

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Descrizione

Dal 5 luglio 2019 al 5 luglio 2020 l’Aeroporto del Salento di Brindisi ospiterà la mostra immersiva dal titolo Nel Mare dell’Intimità. L’Archeologia Subacquea Racconta il Salento. Nel luogo di transito e accoglienza del Salento della contemporaneità, una grande esposizione – promossa da Regione Puglia e Aeroporti di Puglia – che tra reperti di archeologia subacquea, ricostruzioni 3Dcontenuti multimediali inediti, arte contemporanea e narrazioni costituisce un’ideale veleggiata lungo le rive di questa terra, la ragnatela di rotte e gli intensi rapporti che l’hanno coinvolto nella koinè mediterranea, rendendola nei secoli “porta d’Italia”. La sua forma e la sua posizione fanno del Salento un molo che si stacca dalla penisola e si spinge nel cuore del Mediterraneo, approdo per tutte le genti. Una terra tanto legata al mare da prenderne il nome. Alcuni autori latini (Varrone, ripreso da Verrio Flacco) spiegano l’etnico Salentinicome derivato da sal, cioè mare: secondo la leggenda, sul mare, il loro riferimento più prezioso, i popoli del Salento avrebbero stretto un patto di amicizia.

Un allestimento immersivo che porta il mare, con tutto il suo fascino e il suo mistero, negli spazi dell’Aeroporto di Brindisi, quasi un’anticipazione di quello che il Salento riserva a chi sceglie di visitarlo. Una virtuale, diacronica veleggiata attraverso i secoli e i paesaggi costieri in continua evoluzione, attraverso i modi e le forme della navigazione antica, delle relazioni, del commercio, dell’insediamento lungo le sponde dell’Adriatico, dall’età preromana all’epoca modernaNel Mare dell’Intimità. L’Archeologia Subacquea Racconta il Salento è un viaggio nel passato, ma con lo sguardo rivolto al presente. La mostra “vira” infatti sul contemporaneo grazie ad alcuni spettacolari modelli digitali 3D di importanti statue in bronzo dell’antichità, la suggestiva ricostruzione multimediale di Grotta Poesia e l’opera dell’artista Costas Varotos, proveniente dal Museo d’Arte Contemporanea di Atene. Un modo per unire le linee del tempo e ricordare che le scelte e i destini umani sono intessuti di un unico filo fatto di umanità. I temi affrontati dalla mostra sono i seguenti: LA “PORTA DEL GOLFO”, LA COSTA NEL TEMPO, IL MARE DELLE MIGRAZIONI, ROTTAMI PREZIOSI. UNA BALLATA DAL MARE PROFONDO, IL MARE E IL SACRO, TUTTO VIAGGIA PER MARE, LA BELLEZZA RITROVATA, ANDAR PER MARE e LA COSTA AL TEMPO DI OMERO.

Da un porto dei nostri tempi inizia il racconto di un’odissea salentina, alla ricerca delle tante storie che fanno la storia di questa terra di approdi e passaggi, di contatti e contaminazioni. Il porto ieri, l’aeroporto oggi sono le porte di accesso alle comunità e ai paesaggi, inestimabili ricchezze di questa regione. La storia che la mostra prova a raccontare è la storia antica del Salento, del suo rapporto indissolubile con il mare, del suo essere approdo per tutte le genti. La racconta in un modo nuovo e in un posto nuovo, nel cuore di una terra millenaria che dal mare ha preso il suo nome. Gli organizzatori dell’esposizione hanno scelto il mare come voce narrante perché è lui il protagonista assoluto di questa terra, “percepita” dallo sguardo di chi per mare andava – da Enea agli albanesi della nave Vlora – come porta d’Italia, promessa di un patto di intimità, familiarità e accoglienza suggellato nel nome del mare. Oggi, a ripercorrere le rotte marittime e i continui, fecondi rapporti tra gli uomini e le rive, è l’archeologia o meglio la storia globale dei suoi paesaggi d’acqua, complice la ricerca subacquea grazie ai numerosi giacimenti sommersi. Il mare apre un vero e proprio gate di accesso alla storia, all’archeologia e ai luoghi della cultura, al territorio, alle risorse ambientali e al paesaggio del Salento, in una tappa di un viaggio che ha un “prima” e un “dopo”. Un “prima” perché continua la narrazione iniziata a Trieste con la mostra “Nel mare dell’intimità. L’archeologia subacquea racconta l’Adriatico”. A un anno di distanza, si ripercorrono le rotte verticali dell’Adriatico facendo vela verso sud, approdando alle coste del Salento dove questo mare tocca e si confonde con un altro, lo Ionio.  Ma c’è anche un “dopo”: la narrazione inizia con il saluto del mare e con un invito. La mostra è solo l’inizio di un viaggio, che prosegue idealmente e materialmente nel territorio e nei Musei del Salento (Taranto, Brindisi, Lecce, Nardò, Gallipoli, Carovigno, Torre Guaceto, Porto Cesareo, Rocavecchia e altri ancora), dove si trovano siti e oggetti che raccontano la storia di questa terra e del suo rapporto indissolubile con il mare. Per partire è sufficiente tuffarsi e andare sotto la superficie dell’acqua, dove il tempo non esiste.

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