APPROACHES/APPROCCI – mostra collettiva

ID Evento 144819

Informazioni

Data Inizio
20-11-2019

Data Fine
24-11-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
349 494 5612

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Galleria Il Laboratorio - via del Moro, 49 - Roma

Orario
Mer-Sab 16:00-20:00, Dom 12:00-14:00

Ingresso
gratuito

Totale voti: 106 - Rating: 3.6
Attenzione, non é possibile votare l'evento oltre i 30 giorni dal termine.

Descrizione

Il giorno 20 novembre 2019 presso la Galleria Il Laboratorio di Roma inaugura la mostra Approaches/Approcci con le opere di Carolyn Angus, John Dargan, Nina Eaton. Ogni artista si trova, ogni giorno, durante il suo percorso artistico, ad affrontare tematiche molto articolate e il disegno si configura come quello strumento diretto ed immediato capace di visualizzare le tracce del pensiero. La pagina vuota diventa, così, l’insieme delle registrazioni del tempo durante il quale idee e immagini si confrontano, interagiscono tra loro al fine di rappresentare la complessità dell’esperienza vissuta ed attuata. E’ un dialogo visivo che si concretizza attraverso lo spazio, la superficie, percorrendo le linee di un processo non sempre circolare e consequenziale, ma che segue inevitabilmente velocità, luoghi e momenti differenti. Approaches/Approcci presenta tre risposte, tre metodologie, tre modi diversi di pensare visivamente ma tutti profondamente radicati nel disegno che per Carolyn Angus, John Dargan e Nina Eaton diventa il punto di accesso per il mondo interiore dove le idee, indipendenti o congiunte, propongono momenti di imprevedibilità e sorpresa, fino alla fusione e contemplazione del castello interiore e del castello esteriore.

Carolyn Angus si ispira al mondo naturale e per lei il disegno è come un organismo vivente che nasce, cresce, genera narrative, trasmette pensieri e desideri e le permette di evocare uno stato meditativo che rivela la geografia di una intensa interiorità. La sua ultima opera presentata al MACRO, dal titolo Temporal Bandwidth, è un disegno modulare immersivo della dimensione di nove metri quadrati che circonda lo spettatore e riempie il suo campo visivo grazie alla forma circolare costruita su un motivo organico ripetuto ritmicamente. La poetica e il lavoro di John Dargan si concentrano invece sulle contraddizioni dell’ambiente costruito: le riflessioni sulle politiche abitative del Regno Unito, dal dopoguerra in poi, hanno evidenziato i numerosi problemi da esse derivati, in particolare modo la separazione e alienazione delle diverse comunità all’interno di piani particolareggiati di edilizia popolare. Inoltre le ultime opere di John comprendono animazioni e film che commemorano l’anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale. Il processo mentale di Nina Eaton si fonda su un’intrinseca contraddizione e paradosso: nel realizzare un’opera, la mano si muove in modo naturale ed armonico, contro una volontà, invece, essenzialmente disordinata. Per Nina il limite è il ferimento della carta che respinge i segni e che li fa convergere in una unità apparente e complessiva: nel suo lavoro confluiscono gli studi su Frank Stella, Elizabeth Murray, sulla pittura barocca, i cartigli settecenteschi e sulle stampe giapponesi. L’artista li interpreta e li trasforma in schizzi, graffiti, calligrafie dove appaiono rami contorti, conchiglie, nuvole, sassolini, rivoletti d’acqua, capelli, diversi tipi di oggetti. Nel disegno sono così impresse le forze e le debolezze di Nina, le sue intensità e le fughe inaspettate, il suo signum mundi.

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