BANKSY. A Visual Protest

ID Evento 151517

Informazioni

Data Inizio
21-03-2020

Data Fine
26-07-2020

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
06 6880 9035

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Chiostro del Bramante - via Arco della Pace, 5 - Roma

Orario
Lun-Ven 10:00-20:00, Sab-Dom 10:00-21:00

Ingresso
intero € 15, ridotto da € 8 a € 10, gratuito per minori di 4 anni

Totale voti: 475 - Rating: 3.5
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Descrizione

Dal 21 marzo al 26 luglio 2020 le cinquecentesche sale del Chiostro del Bramante a Roma ospiteranno la mostra BANKSY. A Visual Protest in cui circa 80 opere – in un percorso espositivo rigoroso – racconteranno il mondo dell’artista “sconosciuto” che ha conquistato il mondo grazie a opere intrise di ironia, denuncia, politica, intelligenza, protesta. Da Love is in the Air a Girl with Balloon, da Queen Vic a Napalm, da Toxic Mary a HMV fino alle prove di stampa per il libro Wall & Piece il percorso espositivo comprenderà più di 20 progetti per copertine di dischi e libri in un arco temporale che va dal 2001 al 2017. Tutte le opere esposte provengono da collezioni private. Con questo nuovo progetto espositivo DART – Chiostro del Bramante prosegue il suo impegno nel raccontare al pubblico l’arte attraverso i protagonisti: dopo il successo di “Bacon, Freud, la Scuola di Londra“ realizzata grazie alla collaborazione di Tate ora è il turno di Banksy. I “muri” progettati da Donato Bramante intorno al 1500 ospiteranno le idee, i segni, i messaggi lanciati dall’artista ignoto più famoso del mondo su tanti muri in tante città. Solo in apparenza una contraddizione perché il Chiostro ha dimostrato in questi anni una grande apertura verso i linguaggi più diversi della contemporaneità. Presumibilmente nato a Bristol all’inizio degli anni Settanta, Banksy è considerato uno dei maggiori esponenti della street art ed è stato inserito nel 2019 da ArtReview al quattordicesimo posto nella classifica delle cento personalità più influenti nel mondo dell’arte. Ma nessuno, a parte i suoi amici e i suoi collaboratori più stretti, conosce la sua identità.

Quello che sappiamo è che si è formato nella scena underground della capitale del Sud Ovest dell’Inghilterra dove ha collaborato con diversi artisti e musicisti e che la sua produzione artistica è iniziata a fine anni Novanta. Da questo momento in poi ha iniziato a invadere numerose città con graffiti e varie performance e incursioni da Bristol a Londra, da New York a Gerusalemme fino a Venezia. La scelta di rimanere nell’anonimato nasce da un insieme di esigenze: la necessità di sfuggire alla polizia data la realizzazione di incursioni e di graffiti illegali, tutelarsi considerando lo sfondo satirico delle sue opere che trattano argomenti sensibili come la politica e l’etica, il desiderio di non inquinare la percezione della sua identità e delle sue opere come afferma l’artista stesso. Quella di Banksy è una comunicazione diretta nel rifiuto del sistema e delle regole: l’artista si rivolge al suo pubblico senza filtri, le sue opere sono testi visivi capaci di informare e di far riflettere. La guerra, la ricchezza e la povertà, gli animali, la globalizzazione, il consumismo, la politica, il potere, l’ecologia: i temi che Banksy affronta sono i temi del mondo. Un piccolo topo con grembiule e ramazza introduce le 5 sezioni del sito pestcontroloffice.comWhat Is Pest Control?, Authentication for Prints, Authentication for Art, Change of Ownership Requests, Join Mailing List. Pest Control dal 2009 è l’ente ufficiale in grado di autentificare le opere di Banksy certificando solo i pezzi prodotti per la vendita, quindi non le opere di street art non essendo state concepite per il mercato (salvo alcune eccezioni).

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