Buntarigah – Grotte di Silenzio

ID Evento 144806

Informazioni

Data Inizio
15-11-2019

Data Fine
08-01-2020

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
329 316 7786

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Chiesa di San Cristoforo e MOON - Siracusa

Orario
tutti i giorni 12:30-15:30 e 17:30-23:30 (Mar chiuso)

Ingresso
gratuito

Totale voti: 247 - Rating: 3.8
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Descrizione

Le necropoli rupestri di Pantalica, luogo ricco di arcana e primitiva bellezza come fonte d’ispirazione per dipinti e sculture dalle forme archetipiche. È questo il percorso di ricerca che contraddistingue le opere dell’artista sortinese Mario Matera che saranno esposte in una mostra dal titolo Buntarigah – Grotte di Silenzio a cura di Giuseppe Piccione. Due le location espositive: la Chiesa di San Cristoforo in via Dione a Ortigia (Siracusa) dal 15 al 20 novembre 2019 e il MOON – Move Ortigia Out of Normality di via Roma dal 16 novembre all’8 gennaio 2019. L’ingresso è gratuito. Il percorso espositivo comprende una trentina di opere tra dipinti realizzati con tecniche miste e sculture in pietra distribuite nelle due sedi della mostra. Mario Matera (Sortino, 1956), pittore e scultore, si è formato all’Istituto d’Arte di Siracusa. Fin dagli anni Settanta ha partecipato a diverse personali e collettive in Italia e all’estero, impegnandosi nella ricerca di un linguaggio sia figurativo che astratto.Buntarigah” è il nome dato dagli Arabi all’odierno sito di Pantalica. L’artista, nel realizzare le sue opere, è andato alla ricerca di un rapporto simbiotico con quei luoghi scavati dall’uomo nella notte dei tempi. Il ritmo equilibrato e geometrico che le grotte disegnano sulle pareti rocciose della necropoli, l’alternarsi di vuoti e pieni, di neri e bianchi, sono il codice iconografico che è alla base delle composizioni archetipiche di Matera, tanto nei dipinti quanto nelle sculture. Il risultato è un tracciato pittorico misterioso e cromaticamente affascinante, articolato in un gioco di forme e di colori che rievoca ricordi ed emozioni custodite nel complesso mondo interiore dell’artista. Servendosi di pochi elementi geometrici – il quadrato e il rettangolo, le linee e il piano – mutandoli di dimensione e posizione e ritmandoli sulla superficie monocromatica, Mario Matera compone delle variazioni cromatiche che rielaborano, astraendola, la realtà archeologica per farne pretesto di riflessione sulla pittura, l’arte e la vita.

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