Dall’Espressionismo alla nuova Oggettività

ID Evento 126307

Informazioni

Data Inizio
10-11-2018

Data Fine
24-02-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0521 218889

Sito Web
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Email
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Indirizzo
Palazzo Del Governatore - piazza Garibaldi, 1 - Parma

Orario
Mar-Mer 15:00-19:00, Gio-Dom 10:00-19:00

Ingresso
intero € 10, ridotto € 6, gratis per bambini fino a 5 anni

Totale voti: 180 - Rating: 4.2
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Descrizione

Dal 10 novembre 2018 al 24 febbraio 2019, il Palazzo del Governatore di Parma accoglie la mostra Dall’Espressionismo alla nuova Oggettività. Avanguardie in Germania che propone 40 capolavori dei maggiori rappresentanti di questa corrente culturale e artistica, sviluppatasi in Germania nella prima metà del Novecento. Le opere provengono dal Von der Heydt Museum di Wuppertal (Germania), che ospita una delle più imponenti collezioni dell’Espressionismo tedesco e delle tendenze artistiche del periodo dopo la prima guerra mondiale, come la Nuova Oggettività (Neue Sachlichkeit) e le diverse forme di Costruttivismo e Razionalismo.

Il percorso espositivo si sviluppa al primo piano del Palazzo in due importanti sezioni. La prima si concentra sull’Espressionismo tedesco, presentando opere paradigmatiche per lo più provenienti dalla cerchia dei gruppi di artisti del Die Brücke (Il Ponte) di Dresda, quali Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Otto Mueller, Emil Nolde, Karl Schmidt-Rottluf, Max Pechstein; del Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro) di Monaco tra cui Vassilj Kandinskij, Franz Marc, Alexei Jawlensky, August Macke e di Der Sturm, la rivista d’arte e galleria con base a Berlino, con autori quali Heinrich M. Davringhausen, Max Beckmann, Karl Grossberg.

La seconda offre la visione dei cambiamenti estetici negli anni del primo dopoguerra, quando artisti quali Karl Hofer, Eberhard Viegener, Otto Dix, Max Ernst, Jankel Adler, rappresentanti della Nuova Oggettività (Neue Sachlichkeit) hanno creato, sotto l’influenza del nuovo Razionalismo e Funzionalismo, della “Pittura Metafisica” e del Neo-Classicismo del cosiddetto Ritorno all’ordine” sviluppate in Italia, una nuova atmosfera artistica che riflette la disillusione della generazione che ha vissuto la guerra e la conseguente perdita di vite umane, la distruzione di città europee, la presa di potere delle macchine sia durante gli anni della guerra che nei primi anni ’20, ovvero nell’epoca della modernizzazione e della razionalizzazione della produzione, della vita, della società.

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