Deriva – personale di Giovanni Alfano

ID Evento 142725

Informazioni

Data Inizio
05-10-2019

Data Fine
30-11-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
333 224 0002

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Spazi Ipogei Galleria Marconi - via Fratelli Kennedy, 70 - Monsampolo del Tronto (AP)

Orario
vedi programma

Ingresso
libero

Totale voti: 261 - Rating: 3.5
Attenzione, non é possibile votare l'evento oltre i 30 giorni dal termine.

Descrizione

La Sala Ipogei “Galleria Marconi” di Monsampolo del Tronto (Ascoli Piceno) presenta “Deriva”, personale che espone le opere di Giovanni Alfano. La mostra, a cura di Nikla Cingolani, è organizzata dal Comune di Monsampolo del Tronto, da Galleria Marconi e da Marche Centro d’Arte. Durante la mostra – visitabile dal 5 ottobre al 30 novembre 2019 – sarà possibile vedere anche le opere scultoree di Franco Anzelmo e Josephine Sassu. L’iniziativa rientra nello sviluppo del progetto del Sistema Museale Piceno teso alla valorizzazione del più vasto comprensorio comunale ed in particolare del vecchio incasato, dei suoi musei e della rete dei 58 musei del territorio piceno sostenuta dal BIM Tronto. Sala Ipogei “Galleria Marconi” nasce come ideale prosecuzione dell’esperienza ventennale della Galleria Marconi di Cupra Marittima e per non disperdere la qualità della ricerca artistica e culturale portata avanti in tanti anni di lavoro del suo direttore artistico Franco Marconi.

Deriva, possente metafora di fallimento, è il titolo che l’artista ha scelto per questa mostra dal percorso espositivo diviso in due tappe, Sala Ipogei e Museo della Cripta, accumunate da un’attenzione nei confronti del presente ma capaci di collocarsi in un tempo indefinito. La cupa visione di un mondo alla deriva, ormai inflitto dalla divisione e disuguaglianza, spinge all’idea del naufrago che con coraggio si lascia trasportare dalle correnti cercando però di orientarle, di influenzare il proprio destino ed essere capace di rimanere in piedi nonostante la difficoltà di contrastare le forze che lo governano. Il tutto è ammorbidito dalla bellezza della sua pittura monocromatica, rigorosa e cristallina. Come scrive Nikla Cingolani nel testo critico Dal Pelago alla rivaIl colore è presente senza esserlo. I suoi dipinti oscillano tra il disegno e la tecnica preliminare della pittura. Il risultato è un’opera finita, indipendente, con il netto richiamo alla tradizione pittorica realista del passato, ma aperta alle riflessioni più contemporanee legate all’attuale ricerca psicologica; un’indagine portata avanti con l’intelligenza di chi possiede uno spirito critico partecipe e consapevole delle dinamiche sociali.

Alfano sviluppa la propria ricerca attraverso la sperimentazione dei più svariati mezzi espressivi, passando dalla pittura al disegno, alla fotografia. Di grande portata emotiva e spirituale sono le light box dove i personaggi con il viso coperto dalle mani e lontano dall’incontro di sguardi, sono connessi con il loro io interiore. Al sicuro da un’esperienza condivisa emanano una luce di qualcosa che non si conosce. Lo spettacolo dell’installazione sta nell’atmosfera misteriosa capace di produrre il silenzio, una pausa luminosa in un mondo sempre più assordante dove è sempre più difficile trovarsi. Con il silenzio si può cercare di capire il modo senza sentirsi separato da esso. È luce di resistenza come quella delle lucciole, per dirla alla Pasolini, che cercano di sopravvivere nel superare le pericolose mutazioni politiche, antropologiche e ambientali.

Mappa