Il codice Maimonide e i Norsa. Una famiglia ebraica nella Mantova dei Gonzaga

ID Evento 123321

Informazioni

Data Inizio
23-10-2018

Data Fine
05-01-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
06 67235631-49

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Archivio di Stato di Roma – corso del Rinascimento, 40 (Sala Alessandrina)

Orario
lunedì-venerdì dalle ore 9:00 alle 18:00, sabato dalle ore 9:00 alle 14:00

Ingresso
gratuito

Totale voti: 268 - Rating: 3.9
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Descrizione

Valorizzare l’assoluta importanza dei documenti storici. Ribadire con forza la diversità di influenze che sta alla base della nostra identità. Riaffermare il valore della cultura ebraica nell’ambito del pensiero umano. Sono questi gli elementi che rendono attualissima e destinata non soltanto agli studiosi ma anche al grande pubblico la mostra Il codice Maimonide e i Norsa. Una famiglia ebraica nella Mantova dei Gonzaga. Banche, libri, quadri, ideata e curata da Gino Famiglietti e Salvatore Settis e allestita dal 23 ottobre 2018 al 5 gennaio 2019 presso la monumentale Sala Alessandrina del complesso borrominiano della Sapienza, sede dell’Archivio di Stato di Roma.

Una grande mostra, dunque, per celebrare un importante successo dello Stato italiano, esito felice di una contesa internazionale che ha coinvolto un collezionista americano e un magnate austriaco fin dal 2014: l’acquisizione, tramite acquisto coattivo, da parte della Direzione Generale degli Archivi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 2017 di un manoscritto miniato del 1349 (e del connesso atto di vendita alla famiglia Norsa datato al 1513), contenente una delle più pregevoli copie della traduzione dall’arabo all’ebraico della Guida dei Perplessi del filosofo, medico e giurista Mosè Maimonide (1138-1204), fra i più importanti pensatori nella storia dell’Ebraismo e personalità di spicco nell’Andalusia dominata dagli arabi.

La Guida, che propone una risposta al problema dell’incompatibilità tra teologia, pensiero ebraico e aristotelismo, ebbe enorme fortuna nel corso dei secoli. L’acquisto coattivo, mediante l’esercizio del diritto di prelazione, ha scongiurato il rischio che il Codice Maimonide approdasse a collezione privata (come purtroppo spesso accade) e ha consentito invece che un documento di inestimabile valore diventasse bene dello Stato italiano. Il volume – acquistato nel 1513 da Mosè ben Nathaniel Norsa, esponente dell’illustre famiglia di banchieri mantovani distintisi nel corso dei secoli per il loro appassionato collezionismo e per l’attività di committenza di preziosi volumi – è un compendio bibliografico e archivistico che testimonia la ricchezza della cultura rinascimentale italiana e della storia italiana in generale. Il manoscritto – composto da 228 fogli in pergamena con legatura in pelle, arricchito da pregevolissime miniature in foglia d’oro, fra cui una rappresentazione del Paradiso terrestre, e da grafismi in rosso e blu – è rimasto di proprietà della famiglia Norsa fino ai giorni nostri, mentre il resto dell’importante biblioteca di famiglia è andato disperso.

Dopo un anno sotto la cura dei restauratori, il volume sarà esposto per la prima volta, finalmente a disposizione del pubblico e non soltanto degli specialisti. Il progetto espositivo, articolato in tre sezioniMantova ai tempi dei Gonzaga; Gli Ebrei a Mantova e la famiglia Norcia: storia di un quadro; La Biblioteca Norsa e la Guida dei Perplessi di Maimonide – presenta al pubblico, oltre al manoscritto di Maimonide, altri 5 manoscritti miniati della Biblioteca di Parma provenienti dalla biblioteca dei Norsa, tra cui una Bibbia in ebraico del 1277, un Commento ai Salmi del XIV secolo, una ulteriore copia, del 1377, della Guida dei Perplessi e 13 manoscritti dall’Archivio di Stato di Mantova relativi al rocambolesco episodio che lega la storia della Madonna della Vittoria di Andrea Mantegna (commissionata nel 1496 da Francesco II Gonzaga) alle vicende della famiglia Norsa. In aggiunta a questi preziosissimi documenti, saranno in mostra anche una riproduzione 1:1 della tela del Mantegna, attualmente al Louvre, e la tela originale della Madonna col Bambino e Santi (anonimo, circa 1515), ugualmente destinata alla Chiesa della Vittoria e raffigurante in basso membri della famiglia Norsa in atto di contrizione (attualmente conservato nella Basilica di Sant’Andrea in Mantova); e, infine, una maquette della medesima Chiesa della Vittoria, costruita al posto della casa dei Norsa, per cui fu commissionata l’opera del Mantegna.

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