Il Confino Politico a Ustica – Mostra Documentaria

ID Evento 141787

Informazioni

Data Inizio
06-09-2019

Data Fine
24-09-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
066 876 543

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Casa della Memoria e della Storia di Roma - via San Francesco di Sales, 5 - Roma

Orario
vedi programma

Ingresso
libero

Totale voti: 147 - Rating: 3.8
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Descrizione

Con l’approvazione delle leggi fasciste emanate nel 1926, i politici, che prima costituivano una minoranza sull’isola di Ustica rispetto ai confinati per reati comuni, diventarono una presenza più rilevante fino a raggiungere il numero di circa 600 transiti. L’obiettivo perseguito dal regime di emarginare i dissidenti, attraverso il confino.

La mostra Il Confino Politico a Ustica nel 1926-1927, ospitata alla Casa della Memoria e della Storia di Roma dal 6 al 24 settembre 2019 e promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale, Dipartimento Attività Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura si propone di recuperare alla memoria collettiva e di restituire alle giovani generazioni alcuni frammenti di quella pagina importante della nostra storia locale e nazionale. Una vicenda contrassegnata da forti passioni e da grandi ideali, che può anche essere il racconto di tante vite spezzate solo per affermare un diritto, quasi sacro, qual è quello della libertà di pensiero.

La mostra propone immagini, testimonianze e documenti riguardanti alcuni protagonisti, tra cui Gramsci e Bordiga, mettendo insieme vicende politiche e umane collocate nello scenario fisico culturale e antropologico di Ustica. Le fotografie provenienti da archivi pubblici e privati, i documenti e le testimonianze scritte dai protagonisti di quella singolare vicenda, pur nella loro incompletezza, consentono di conoscere meglio, attraverso una ricostruzione cronologica e tematica, i luoghi, i personaggi, gli eventi, i momenti e le atmosfere della vita confinaria a Ustica negli anni Venti nonché alcuni aspetti del contesto fisico e sociale isolano in cui essa si inserì. Un microcosmo, che divenne laboratorio politico e culturale.

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