Il Quartiere Flaminio, tra la gioia della musica e la Piccola LondraLa visita sarà condotta da: Marco Rossi, storico dell'arte in possesso dell'abilitazione di guida turistica della Provincia di Roma.
Durata: circa 2 ore.
Accoglienza e registrazioni: da 30’ prima, Viale del Vignola (all'angolo con Via Flaminia).
La storia del Quartiere Flaminio si perde nella notte dei tempi. Già i Romani amavano chiamare questa zona Prata Flaminia, dal nome dell'antica strada tutt'oggi presente costruita dal console Gaio Flaminio Nepote tra il 220 e 219 a.C. Le testimonianze romane si fondono con i capolavori contemporanei in questo quartiere veramente unico. Nel 1995, durante gli scavi per la creazione del maestoso Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano, furono scoperti i resti di una grandiosa villa romana, la cui stratigrafia si è rivelata impressionante. Si parte da una piccola fattoria del VI secolo a.C., divisa ad occidente come zona abitabile e a oriente la parte per le attività produttiva. Nel corso del V secolo a.C. La fattoria assunse le caratteristiche di una ricca villa rurale: gli ambienti residenziali sono disposti intorno ad una vasta corte centrale, mentre la zona di servizio diventa sempre più articolata dotandosi di una cortile, di pozzi, piani di lavoro e di cottura, magazzini e dispense destinate allo stoccaggio delle derrate alimentari. Tra la metà del III sec. a.C. e il II sec. a.C. la fattoria fu trasformata in una imponente dimora rurale con un atrio, con impluvio centrale per la raccolta delle acque piovane e le stanze da letto e il tablino.
Ancora in età Augustea (I sec. d.C.) la villa fu ampliata e delimitata da un poderoso muro in reticolato, mentre dopo il II sec. d.C. fu abbandonata e demolita intenzionalmente. Sopra di essa il meraviglioso complesso di Renzo Piano, un vero e proprio tempio della musica attivo dal 2002. Continuando nella nostra passeggiata incontreremo architetti come Pier Luigi Nervi, maestro dell'utilizzo del ferro e dell'acciaio che qui lasciò, per le Olimpiadi di Roma 1960 il suo celebre Stadio Flaminio, sede delle partite di rugby. Continuando nella nostra passeggiata incontreremo Zaha Hadid, compianto architetto simbolo del femminismo. Il suo MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XX secolo) è un capolavoro di forme affusolate, dinamiche, una struttura sempre in movimento creata tra il 1998 e il 2010. Dopo una sosta sul Ponte della Musica, che ricorda le emozioni e le forme dei famosi ponti strallati nel mondo, avremo la capacità di tornare indietro nel tempo, al tempo dell'urbanizzazione del quartiere voluta da Ernesto Nathan tra il 1907 e 1913. I due simpatici delfini della curiosa fontana in Piazza Perin del Vaga sono ancor oggi oggetto di curiosità tra i visitatori e spesso usata come set cinematografico. Ma al Flaminio vi è anche un tocco inglese, dato da una sorpresa: la cosiddetta “Little London”, ossia Via Bernardo Celentano, costruita da Quadrio Pirani per il settore impiegatizio e burocratico in perfetto stile inglese. Una strada multicolore, estremamente ordinata, con tanti piccoli giardini e lampioncini che ricordano la Londra di Nathan di fine '800.
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