Il Secondo Principio di un Artista chiamato Banksy

ID Evento 146279

Informazioni

Data Inizio
23-11-2019

Data Fine
13-04-2020

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
010 817 1600

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Palazzo Ducale - piazza Matteotti, 9 (Sottoporticato) - Genova

Orario
Mar-Dom dalle 10:00 alle 19:00

Ingresso
intero € 10, ridotto da € 4 a € 8

Totale voti: 483 - Rating: 3.6
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Descrizione

Dal 23 novembre 2019 al 13 aprile 2020 il Sottoporticato di Palazzo Ducale a Genova ospita la mostra Il Secondo Principio di un Artista chiamato Banksy a cura di Stefano Antonelli, Gianluca Marziani e Acoris Andipa. Nessuno lo ha mai visto, nessuno conosce il suo viso, non circolano foto che lo mostrino: eppure Banksy conquista il mondo attraverso opere di inaudita potenza etica, evocativa e tematica. Originario di Bristol, nato intorno al 1974, inquadrato nei confini generici della Street Art, Banksy rappresenta un esemplare caso di popolarità per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol. Ad oggi possiamo considerarlo il più grande artista globale del nuovo millennio. La mostra riunisce opere e oggetti originali dell’artista britannico. Ci sono i dipinti a mano libera della primissima fase della sua carriera e numerosi stencil. Ci sono le serigrafie che Banksy considera vitali per diffondere i suoi messaggi. Ci sono oggetti installativi e altre opere provenienti da Dismaland (come la scultura Mickey Snake con Topolino inghiottito da un pitone).

Banksy mette in discussione concetti come l’unicità, l’originalità e soprattutto la verità dell’opera, tratteggiando una nuova visione che propone qualcosa di nuovo sulla relazione tra opera e mercato, istituendo di fatto un nuovo statuto dell’opera arte, una nuova verità dell’arte stessa: l’opera originale non commerciabile. Banksy preferisce da sempre la diffusione orizzontale di immagini rispetto alla creazione di oggetti unici. Una lezione mutuata da Andy Warhol con il suo approccio seriale e l’uso metodico della serigrafia. Come è stato ribadito da molte firme internazionali, Banksy rappresenta la miglior evoluzione della Pop Art originaria, l’unico che ha connesso le radici del Pop, la cultura hip hop, il graffitismo anni Ottanta e i nuovi approcci del tempo digitale. La sua forza sta nell’aver capito che in un mondo digitale come il nostro, l’arte doveva fermarsi un attimo prima della sua digitalizzazione, nascendo solida per poi diventare liquida. Un’arte facile in apparenza ma complessa oltre l’apparire, ovvia eppure controversa, empatica per attitudine e cattiva per natura. Quello di Banksy è un immaginario semplice ma non elementar, con messaggi che esaminano i temi del capitalismo, della guerra, del controllo sociale e della libertà in senso esteso e dentro i paradossi del nostro tempo.

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