Il Venerdì Santo di Vallata – edizione 2020

ID Evento 152502

Informazioni

Data Inizio
09-04-2020

Data Fine
10-04-2020

Categoria
Eventi Folkloristici e Rievocazioni storiche

Telefono
0827 910 08

Sito Web
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Indirizzo
centro storico di Vallata (AV)

Orario
Gio dalle 20:00, Ven dalle 11:00

Ingresso
libero

Totale voti: 95 - Rating: 3.5
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Descrizione

Duecento Centurioni, i Misteri, tele settecentesche e i Cantori della Passio Christi del Metastasio accompagnano il feretro del Cristo Morto in processione: tutto questo è il Venerdì Santo di Vallata, uno dei più antichi riti della Settimana Santa del Sud Italia in programma il 9 e 1o aprile 2020 in provincia di Avellino. A differenza di molti altri eventi legati alla Passione, quello di Vallata è da considerarsi uno dei più suggestivi riti dell’intero Mezzogiorno . Tradizionale e spettacolare rappresentazione religiosa, infatti, si svolgerebbe dal 1541, anno della prima attestazione storiografica, secondo la quale la fiorente comunità ebraica, stabilitasi in paese e dedita al commercio di bestiame, lungo la rotta verso la vicina Puglia, si convertì al cristianesimo e prese parte a tali rappresentazioni. Le prime fotografie invece risalgono al 1928: in esse sono già ben evidenti le caratteristiche uniche del Venerdì Santo di Vallata. La passione di Cristo viene ricordata con una commossa rievocazione, una processione, lontana dalle rappresentazioni sacre così diffuse nel medioevo, diversa da una via crucis. La tradizione vuole che i giovani si vestano da soldato romano in costume da littore o da centurione, come prova di iniziazione attraverso l’esibizione fisica, sfidando i rigori di una primavera che quasi sempre tarda a venire in un paese di 870 m/slm.. , indossando una corazza e sfilando tra la folla, che assiste al lento dipanarsi della rappresentazione religiosa, per denunciare la propria esistenza alla comunità.

Oltre ai simboli del potere romano (dall’ Aquila latina con due alabardieri alla Grande Guida, da Cesare Imperatore con Lictores a Pilato), sfilano i cosiddetti “Misteri“, oggetti simbolo esibiti dagli incappucciati, e tele settecentesche, di antica fattura, rappresentanti le scene della vita e della morte di Cristo, con frasi del racconto evangelico di San Giovanni. Ogni anno partecipano alla Processione circa duecento figuranti. Il passo di tutti è cadenzato dal ritmo di un suono caratteristico di tromba e tamburo, che contribuisce a creare un ambiente di commossa riflessione sul grande mistero di dolore di Cristo. Tale meditazione è ulteriormente sollecitata da alcuni “cantori” che, in gruppi di cinque o sei elementi, cantano i versi della “Passione di Gesù Cristo” di Pietro Metastasio, composti nel secondo periodo della sua vasta produzione caratterizzato dal suo melodramma ispirato a sincera devozione e slancio mistico. I versi, per la loro scarsissima diffusione letteraria, sono stati per anni tramandati oralmente o attraverso incerti scritti, per cui avevano preso un forte accento dialettale risultando incomprensibili alla maggioranza degli astanti. Tuttavia, le suggestioni della musicalità, della gestualità e dei vocalismi riescono a creare un indiscutibile e meraviglioso effetto. Chiudono la processione il feretro del Cristo morto circondato dal sindaco e dai medici del paese e l’Addolorata circondata da bambine con bandierine listate a lutto. L’appuntamento dunque è per il 9 aprile quando all’imbrunire – dopo la funzione religiosa con la consueta lavanda dei piedi – si svolgerà la suggestiva processioneaux flambeaux” del Giovedì Santo con cattura, condanna e flagellazione del Cristo. L’indomani, venerdì 10 aprile alle ore 11:00 prenderà il via la cinquecentenaria processione del Venerdì Santo o del Cristo Morto.

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