io DALÍ

ID Evento 127152

Informazioni

Data Inizio
17-11-2018

Data Fine
17-02-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
095 345830

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Museo Civico Castello Ursino - piazza Federico II di Svevia - Catania

Orario
tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00

Ingresso
intero € 12, ridotto da € 5 a € 9, gratis per bambini fino a 5 anni

Totale voti: 60 - Rating: 4.8
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Descrizione

Dalla costruzione di un mito all’immortalità. In occasione del trentennale della scomparsa del maestro catalano, la mostra io DALÍ svela l’immaginario di Salvador Dalí portando i visitatori nella vita segreta del genio poliedrico. L’esposizione, ospitata nel Museo Civico Castello Ursino di Catania dal 17 novembre 2018 al 10 febbraio 2019, passerà in rassegna, attraverso 16 dipinti, 21 opere su carta, 24 video, 86 fotografie e 29 riviste il modo in cui il pittore è stato capace di creare il proprio personaggio rendendo opera d’arte ogni suo gesto, indagando e rivelando l’altra vita dell’artista catalano, quella meno conosciuta, fondamentale per comprendere la sua incredibile personalità. La mostra è curata da Laura Bartolomé, Lucia Moni per la Fundació Gala-Salvador Dalí e da Francesca Villanti direttore scientifico di C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, con la consulenza scientifica di Montse Aguere di Rosa Maria Maurell.

Salvador Dalí è un creatore nel senso più ampio del termine, un artista che travalica l’ambito ristretto della pittura. Dalí è pittore, disegnatore, pensatore, scrittore, amante delle scienze, catalizzatore delle correnti d’avanguardia, illustratore, designer, cineasta, scenografo. È un artista che si cimenta in tutti i campi della creazione, compresi i più innovativi quali le installazioni e le performance. Elabora la propria opera partendo tanto da linguaggi artistici complessi ed eterogenei, quanto dalla costruzione del proprio personaggio. Lo fa in maniera sistematica, quasi programmatica, con il desiderio di suggestionare la società di massa. Dai primi autoritratti, pitture e disegni degli anni ’20 e ’40, è evidente il desidero dell’artista di presentarsi al mondo con la sua genialità.

Nella mostra si potrà ammirare l’Autoritratto con il collo raffaellesco (1921) e diversi disegni per la sua autobiografia Vita segreta, pubblicata nel 1942. Dalí è il genio, il personaggio, l’artista che trasforma se stesso in una delle sue creazioni più celebri, diventando riferimento naturale di artisti del calibro di Andy Warhol. Nell’esposizione si vedranno anche i filmati, le performance e le frequenti apparizioni, tutt’altro che improvvisate, nei mezzi di comunicazione: dalle copertine della riviste – tra cui il Time del 1936 – alla sua partecipazione in veste di ospite a un concorso televisivo americano di grande popolarità come What’s My Line? trasmesso nel 1957 dall’emittente CBS. Pronto ad affrontare qualsiasi sfida, fosse quella di disegnare un oggetto di design, di creare la copertina di una rivista, di collaborare con una scenografia a una scena teatrale, di immaginare abiti per un ballo, Dalí era sempre attento anche alle novità del mondo scientifico. Tanto da confrontarsi con la ricerca della terza dimensione, anticipando quello che sarebbe stato il 3D.

Nucleo centrale, attorno al quale gira l’esposizione, sono i suoi capolavori della fine degli anni Sessanta e di tutti i Settanta: opere stereoscopiche che permettono di vedere la pittura in tre dimensioni. Questi dipinti, che saranno esposti con attrezzature per consentirne di valutarne gli effetti tridimensionali, rappresentano perfettamente l’interesse di Dalí per le nuove frontiere della visione. E poi ci saranno le fotografie: straordinarie quelle di Philippe Halsman che hanno come soggetto i suoi celeberrimi baffi. Se qui Dalí è in posa, in altri scatti assistiamo a momenti della sua vita quotidiana; una quotidianità, la sua, resa tutte le volte straordinaria. Ogni fotografia, ogni evento, erano vissuti come una performance. Si deve a lui l’invenzione dell’artista come divo, che si impegna affinché il suo aspetto e il suo comportamento vengano considerati surrealisti, come la sua arte. Si tratta di un grande viaggio nella mente di uno dei più geniali interpreti del XX secolo di cui la mostra farà comprendere l’attualità, il talento, l’unicità.

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