Lampante. Gallipoli Città dell’Olio

ID Evento 133178

Informazioni

Data Inizio
25-04-2019

Data Fine
03-11-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0833 262 775

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Castello Angioino - rampa Castello - Gallipoli (LE)

Orario
10:00-13:00 e 15:00-19:00 (Mag) / 15:00-21:00 (Giu e Set) / 15:00-24:00 (Lug e Ago)

Ingresso
intero € 7, ridotto da € 5 a € 6, gratis per bambini fino a 5 anni

Totale voti: 661 - Rating: 4.0
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Descrizione

Dal 25 aprile al 3 novembre 2019 le sale e gli spazi esterni del Castello di Gallipoli (Lecce) ospiteranno la mostra Lampante. Gallipoli Città dell’Olio. L’esposozione – a cura di Luigi Orione Amato, Antonio Monte e Raffaela Zizzari – è un racconto che celebra l’oro liquido che, dall’inizio del XVI secolo, permise a Gallipoli di divenire la maggiore piazza europea per la produzione e la commercializzazione di olio lampante, “illuminando” le grandi Capitali europee come Parigi, Londra, Berlino, Vienna, Stoccolma, Oslo, Amsterdam e intrattenendo, con le stesse, ricchi commerci e scambi culturali. Nel XVIII secolo la produzione e l’esportazione di olio dalla Puglia e in particolare dalla Terra d’Otranto raggiunsero l’apice. Il 90% dell’olio che si esportava dalla Puglia nel 1700 era olio lampante, olio chiaro e grasso, acquistato specie dagli Stati esteri per l’illuminazione, per la lavorazione della lana e per fabbricare il sapone.

Lampante è la messa in scena di un territorio e del suo bene più prezioso: l’olio, le sue eccellenze, le tante storie, le mille rotte e le preziose tracce. E’ una mostra parlante in grado di ristabilire delle relazioni, delle consuetudini percettive con l’olio, la sua importanza produttiva ma soprattutto identitaria. C’era un tempo in cui l’olio lampante era considerato come oro e le cisterne di Gallipoli ne erano piene. La sua trasparenza permetteva un particolare bagliore tendente al bianco che lo rendeva più gradevole, profumato, lucente e puro di ogni altro olio sul mercato. Dallo scalo gallipolino le botti di olio raggiungevano il Nord Europa e da lì le steppe della Russia. Grazie alla sua purezza era utilizzato per bruciare l’incenso davanti le statue ortodosse ed illuminava le stanze della zarina. Con l’olio a Gallipoli si fabbricava anche il sapone preferito dalle gran dame parigine.

La storia è raccontata attraverso un percorso sull’archeologia dell’olio con i reperti provenienti dal Museo Sigismondo Castromediano di Lecce a cura di Anna Lucia Tempesta; una selezione della preziosa collezione di lucerne storiche e rare del Museo dell’Olivo e dell’Olio della Fondazione Lungarotti di Torgiano in Umbria; una originale raccolta dei contenitori di olio provenienti da Casa Vestita di Grottaglie; una selezione di cimeli del saponificio storico L’Abbate; un’inedita collezione privata dei maestri bottai Tarantino; un lampione originale della seconda metà dell’800 proveniente da una strada del centro storico di Dublino grazie alla collaborazione con la Fondazione Neri – Museo Italiano della Ghisa di Longiano. Non mancheranno le contaminazioni con l’arte e il contemporaneo grazie a Cavalieri Ardenti,  l’antologica di Armando Marrocco a cura di Toti Carpentieri che vede una sequenza di opere storiche nelle quali, tra antropologia e sacralità, si riconosce al lampante l’inequivocabile status di materia creativa; una installazione site-specific dal titolo Un Mare di Luce e una mostra fotografica degli ulivi secolari di Puglia di Giovanni Resta. Infine sarà possibile immergersi in un frantoio grazie alla realtà virtuale a cura di Francesco Gabellone (architetto – Cnr / Istituto per i beni archeologici e monumentali di Lecce) coadiuvato da Maria Chiffi.

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