L’Atelier di Leonardo e il Salvator Mundi

ID Evento 149861

Informazioni

Data Inizio
24-01-2020

Data Fine
19-04-2020

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
02 8846 3700

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Castello Sforzesco - piazza Castello (Corte Ducale - Sala dei Ducali) - Milano

Orario
Mar-Dom dalle 9:00 alle 17:30

Ingresso
unico intero € 10, ridotto da € 5 a € 8, gratuito per under 18

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Descrizione

Dal 24 gennaio al 19 aprile 2020 la Sala dei Ducali del Castello Sforzesco di Milano accoglierà la mostra “L’Atelier di Leonardo e il Salvator Mundi” a cura di Pietro C. Marani e Alessia Alberti. Dallo scorso 16 maggio più di 300mila visitatori hanno già preso parte alle iniziative legate al programma “Leonardo Mai Visto” al Castello Sforzesco che oggi riserva una nuova scoperta. Con questa rassegna il palinsesto per le celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci si arricchisce di una nuova occasione per conoscere e apprezzare la straordinarietà dell’opera del genio vinciano e della sua cerchia. La piccola esposizione è incentrata sul recente ritrovamento di un disegno custodito nel Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco e mai esposto prima. Il foglio è entrato nelle collezioni civiche nel 1924 tramite un importante acquisto dal santuario milanese di Santa Maria presso San Celso. Sul recto sono disegnate copie di studi anatomici di Leonardo di diverse epoche e cronologie (1490 – 1510/1513 circa), sul verso si trovano la scritta “SALVTOR MVNDI” e uno studio di panneggio, probabilmente il dettaglio di una manica. Gli studi di figure e i particolari anatomici rappresentati insieme al tipo di carta, antica ma purtroppo senza filigrana, permettono di collocare la sua realizzazione nell’ambito dell’atelier di Leonardo da Vinci e di fissarne l’epoca di esecuzione verso l’inizio del secondo decennio del Cinquecento, in un momento in cui il maestro e la sua bottega stavano evidentemente elaborando il motivo iconografico del Salvator Mundi. Ne è una prova l’iscrizione sul retro del foglio tracciata forse nel tentativo di mettere a punto un’epigrafe o un cartiglio in caratteri romani per l’identificazione del soggetto del dipinto. Attorno al disegno sono esposti, con riferimento ai soggetti sviluppati sul recto, studi cinquecenteschi di anatomia mentre per il soggetto a cui rimanda la scritta sul verso l’accostamento che si propone è con la variante del Salvator Mundi dipinta nel 1511 dall’allievo di Leonardo Gian Giacomo Caprotti detto Salaì e oggi conservata alla Pinacoteca Ambrosiana.

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