Giovanni Blanco – Le Cose Mosse dallo Stesso Vento

ID Evento 128911

Informazioni

Data Inizio
16-02-2019

Data Fine
06-04-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0931 64443

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Galleria Quadrifoglio Arte Contemporanea - via Santi Coronati, 13 (Ortigia) - Siracusa

Orario
tutti i giorni 10:00-13:00 e 17:00-20:00

Ingresso
libero

Totale voti: 38 - Rating: 3.5
Attenzione, non é possibile votare l'evento oltre i 30 giorni dal termine.

Descrizione

Una pregnante metafora sull’arte come riscatto dell’esistenza è il significato della personale di Giovanni Blanco dal titolo Le Cose Mosse dallo Stesso Vento, a cura di Mario Cucè, allestita dal 16 febbraio al 6 aprile nella Galleria Quadrifoglio Arte Contemporanea di Siracusa. Al centro dell’universo metaforico di Blanco, costruito attraverso una novantina di dipinti di vario formato e oggetti extrapittorici, vi sono delle scimmie che rappresentano le figure dell’artista e del collezionista. «Il tema della scimmia – spiega Blanco – è ricorrente nell’ambito della storia dell’arte, soprattutto nel Settecento, quando il ruolo dell’artista viene scardinato perché liberato dalle grandi commissioni della storia. Da un lato, questo lo farà emancipare da una produzione per così dire “servile”, a favore di una libertà più ampia – penso all’ultimo Goya – ma, allo stesso tempo, non riuscirà a sottrarsi da una crisi che in molti paragoneranno a un labirinto senza uscita». Eppure «lo sguardo attento sul mondo e il fare dell’arte si pongono nella vita di un uomo come esercizio di riscatto nei confronti dell’esistenza, perché le due cose sono mosse dallo stesso vento».

Giovanni Blanco nasce a Ragusa nel 1980. Ogni suo progetto espositivo è sempre generato da un’esperienza diretta con la realtà: ciò assume significato attraverso gli eventi della storia, della memoria, delle emozioni, che lo guidano nel dare forma ad un canovaccio tematico. I suoi soggetti costellano un immaginario poetico concepito per cicli narrativi e ogni singola immagine è pensata come un frammento di un discorso più ampio, “plurale”, vivendo così l’esperienza della pittura come un mezzo e mai come un fine. Per Blanco il quadro è un dispositivo aperto, portatore di sconfinamento e memorie: quello che conta è l’atteggiamento e la posizione nei quali si opera per stabilire nuovi legami di originarietà con i propri sensi, con il tempo, con l’arte, al fine di organizzare pensieri che sappiano restituire il suo sguardo pluridirezionale.

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