LE TUTE E L’ACCIAIO – Antonio Fraddosio

ID Evento 123831

Informazioni

Data Inizio
01-11-2018

Data Fine
05-05-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
06 0608

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale - via Francesco Crispi, 24 - Roma

Orario
Mar-Dom 10:00-18:30

Ingresso
intero € 7.50, ridotto € 6.50

Totale voti: 456 - Rating: 4.2
Attenzione, non é possibile votare l'evento oltre i 30 giorni dal termine.

Descrizione

Un’installazione etica, un monumento antiretorico dedicato agli operai dell’Ilva e alla città di Taranto. Con il nuovo site specific dello scultore Antonio Fraddosio, l’arte affronta la realtà e in particolare la vicenda drammatica dell’Ilva di Taranto, trasportata direttamente nel “cuore della Capitale”. Confrontandosi con i particolari spazi del chiostro-giardino della Galleria d’Arte Moderna, l’artista espone dieci grandi lamiere lacerate e contorte, potenti e misteriose, che richiamano le tute che dovrebbero proteggere gli operai dell’Ilva dai tumori, depositate, al termine del turno di lavoro e prima di andare alle docce, in una specie di camera di compensazione.

Insieme ai cassoni di corten, realizzati come contenitori per le singole opere e che richiamano strutture di edifici o di stabilimenti industriali, l’installazione assume la valenza di monumento antiretorico dedicato agli operai dell’Ilva e alla città di Taranto, una denuncia universale contro tutte le situazioni in cui il diritto al lavoro si guadagna dando in cambio la propria salute, la propria vita. La netta presa di posizione di Fraddosio è anche quella di un uomo del sud, per di più pugliese di nascita, che ha visto con i propri occhi, tante volte nel corso degli anni, l’impressionante trasformazione di Taranto causata dall’impianto siderurgico dell’Ilva, il più grande d’Europa. Come scrive Gabriele Simongini, in catalogo, in questi sudari di ferro resta l’impronta di corpi umani sofferenti, c’è il senso della morte e della distruzione ma sopravvive una sorta di speranza affidata all’arte, alle sue possibilità catartiche. Nelle lamiere, ciascuna diversa dall’altra, affiorano spesso i colori velenosi, mortali ispirati al manto di ruggine, alla polvere pesante, rossastra, dalle sfumature marroni e nere, che avvolge e soffoca la città colpendo soprattutto il rione Tamburi, a ridosso dell’Ilva. Nel periodo di esposizione del site specific alla GAM previsti eventi di danza, readings e incontri.

Antonio Fraddosio (Barletta, 1951) vive e lavora tra Roma e Tuscania. Fra le sue numerose mostre si segnalano le più recenti: nel 2012 le personali nelle sale di Villa Bottini a Lucca e nello Spazio Cerere a Roma; nel 2016 “Salvarsi dal naufragio. Antonio Fraddosio/Claudio Marini” presentata al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese di Roma. Nel 2011 è stato invitato nel Padiglione Italia della Biennale di Venezia, con la “Bandiera nera nella gabbia sospesa” esposta all’Arsenale.

 

Mappa

Centra mappa