Sacra Sacrorum – le sculture di gioielli di Joseph Pace

ID Evento 129308

Informazioni

Data Inizio
01-03-2019

Data Fine
09-03-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
347 457 4637

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Biblioteca Storica Nazionale dell'Agricoltura - via XX Settembre, 20 (Palazzo dell'Agricoltura) - Roma

Orario
Lun-Ven 9:00-14:00

Ingresso
libero

Totale voti: 14 - Rating: 3.3
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Descrizione

La Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura di Roma ospiterà dal al 29 marzo 2019 la mostra Sacra Sacrorum, esposizione di sculture di gioielli dell’artista Joseph Pace che da novembre 2018 a gennaio 2919 è stata presentata al Pantheon. Si tratta di sette sculture interamente realizzate con gioielli che illustrano attraverso temi sacri e profaniIl Sacro delle Cose Sacre“. La mostra segna l’apertura della Biblioteca Storica Nazionale come spazio espositivo alla scultura. Artista acclamato dalla metà degli anni ’80, Joseph Pace, classe 1959, è uno dei massimi esponenti del Filtranisme, la corrente artistica e filosofica neo-esistenzialista che egli fonda a Parigi verso la metà degli anni ’80. Scelto con la missione di inaugurare la Biblioteca Storica Nazionale, l’artista ha dovuto adattare le sue opere al formato definito dal dipartimento del patrimonio storico italiano.

Tra le sculture in rassegna ci sono quattro nuove opere espressamente per questa mostra in tre mesi di lavoro. L’evento è stato realizzato in cooperazione tra l’artista e l’IPH di São Paulo che ha già curato sue monografiche in Brasile al Museo de Arte del Parlamento e al CRC di São Paulo (2010), al Teatro de Januariuna (2011), alla Camara Municipal de Itapevi (2018), al Pantheon di Roma (2018-2019). “Sacra sacrorum è praticamente un inno alla gioia, una poesia. Si ispira a alcuni passi della Genesi, la prima lettera d’amore di Dio all’uomo”, spiega Pace, che dal 2012 è ammirato delle autorità del Vaticano per le sue mostre al Museo Diocesano di Amalfi (2012) e alla Basilica del Pantheon di Roma (23 novembre 2018 – 13 gennaio 2019). Il lavoro dell’artista – che ha esposto anche al Museo Afro Brasil di São Paulo (2014), al Museo Boncompagni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2014), alla Biennale di Firenze (2015), al Museo Crocetti di Roma (2015) – vuole essere un messaggio di identità e di richiamo alla spiritualità.

La mostra di Joseph Pace viene a inaugurare un nuovo periodo per la Biblioteca Storica Nazionale dell’Agricoltura, che conta al suo attivo più di un milione di libri di importanza europea e storica nazionale. Unico nel suo genere, l’allestimento segna la nuova vocazione artistica dello spazio. Un’applicazione interattiva dell’artista completa la mostra. Le opere di Joseph Pace sono state anche il tema di mostre anche all’Ambasciata d’Italia a Brasilia (2013) e al Circolo Italiano di San Paolo (2015). Tra il 2005 e il 2009, l’artista attraversa un periodo di sofferto isolamento che gli consente di ripensare al suo percorso artistico e alle finalità dell’arte. È da questo momento che Pace definisce il suo lavoro come “strumento di qualcosa di più grande” e comincia a dedicarsi a nuove tematiche. La sua linea di lavoro lo avvicina ad altri artisti, dal modernista Gustave Klimt, ai neo-dada Jasper Johns e Robert Rauschenberg, al kitsch di Damien Hirts e Jeff Joons, alla cultura dello scarto di Alejandro Marmo.

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