Siamo Qui e Stiamo Facendo
 – MYTHOS


ID Evento 129255

Informazioni

Data Inizio
23-02-2019

Data Fine
31-03-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono

389 253 4240

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Studio Uno Ripartiamo da Zero - piazza Castello, 7 - Avezzano (AQ)

Orario
tutti i giorni 10:00-12:30 e 17:00-20:00

Ingresso
libero

Totale voti: 30 - Rating: 3.5
Attenzione, non é possibile votare l'evento oltre i 30 giorni dal termine.

Descrizione

Dal 23 febbraio al 31 marzo 2019 il circolo culturale Studio Uno Ripartiamo da Zero ospiterà la mostra collettiva Siamo Qui e Stiamo Facendo – MYTHOS a cura di Francesco Gallo Mazzeo con le opere di Marilena Abbondanza, Roberto Basilide, Ennio Calabria, Corrado Delfini, Nino De Luca, Franco Ferrari, Ferruccio Gard, Franco Marrocco, Lillo Messina, Franco Mulas, Giulia Napoleone, Rita Piangerelli, Alessandro Piccinini, Pfingst Reinhard, Turi Sottile, Carlo Vigevani.

Si dice che sia passato il tempo delle grandi narrazioni, quello dei trattati e delle generalità e sia venuto quello delle rapsodie, dei saggi e delle particolarità, ma questo non esime dall’esigenza di dover narrare gli avvenimenti, le raffigurazioni, le feste ed è appunto questo che si intende fare per paragrafi e per capitoli, raccontando di opere e di imprese che testimoniano la vita del sogno e della fantasia. Nella modernità odierna tutto è precario, passa dal presente, al passato prossimo, al passato remoto, alla dimenticanza, con una folle rapidità, travolgendo, avvolgendo, modificando, a volte ripristinando ma si tratta solo di somiglianze, non di sostanzialità e tutto è in un continuo travisamento.

Mythos, nel segno dell’eclettismo che è la vera cifra stilizzante del nostro tempo, non ha la possibilità di darsi uno stile di preminenza ma si muove vorticosamente in cento direzioni, tutte dedite alla originalità e alla sperimentazione anche quando sono attratte dalla tradizione o addirittura dal tradizionalismo, perché devono corrispondere alla sollecitazione dell’emozione e dell’emozionante, che è fattore di poderosa instabilità, non solo umorale e gestuale, ma anche culturale e concettuale, perché è condizione dell’antisistema che governa le alternanze di affermazioni e negazioni, che sono continue trasgressioni di tattica e di strategia. Per cui è gioco forza, una coesistenza, uno stare per affinità, ma anche per dissonanze, nell’idolatria dei punti di vista, che si credono dottrine e delle dottrine che sono nebulose perdite di coscienza e di senso del tempo e dello spazio. Fra questi artisti, possiamo dire di stare in un giardino, dove non ci può essere l’uniformità ma ci devono essere, come ci sono, le qualità e le eccellenze come gara di mille scuole e sboccio di mille fiori.

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