ALDO MISSINATO. Fotografo fra Cronaca e Storia Locale

ID Evento 138722

Informazioni

Data Inizio
21-06-2019

Data Fine
25-08-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0434 541 412

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Museo Archeologico Castello di Torre - via Vittorio Veneto, 19 - Pordenone

Orario
Ven-Sab 15:00-19:00, Dom 10:00-12:00 e 15:00-19:00

Ingresso
intero € 3, ridotto € 1

Totale voti: 241 - Rating: 3.6
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Descrizione

Dal 21 giugno al 25 agosto 2019 il Museo Archeologico Castello di Torre di Pordenone ospiterà la mostra ALDO MISSINATO. Fotografo fra Cronaca e Storia Locale, un doveroso e affettuoso omaggio ad Aldo Missinato che per anni ha documentato la vita della città (e non solo) tra cronaca e vita quotidiana, cogliendone l’essenza. Sono una settantina gli scatti selezionati dal curatore Guido Cecere che si è avvalso della collaborazione storica di Maria Luisa Gaspardo Agosti, provenienti dalla raccolta di Confartigianato che si è premurato di acquisire e conservare l’archivio di Aldo Missinato a pochi anni dalla morte. Tra essi ci sono i più celebri – la prima auto targata 0001PN e il carro armato che schiaccia la Fiat 1500 – ma anche molti inediti tra cui l’inaugurazione del nuovo studio di Americo Gregoris ad Azzano Decimo nel 1969, presenti la modella Veruschka, icona degli anni Sessanta, Oliviero Toscani e Paola Pitagora o quello che immortala Peppino De Filippo con Gildo, “il re della griglia” a Porcia.

Dalla selezione, che si concentra sugli anni dal 1965 al 1976 appaiono le alluvioni, il terremoto, qualche cerimonia o momento storico come la visita del presidente Saragat e tante scene di vita quotidiana: il carnevale, sfilate di moda all’Ottoboni e all’Astoria, i “ramarri” del Pordenone Calcio, l’Equipe 84 e Fausto Leali in Fiera, il “mitico” BBB, il primo giorno di scuola, una manifestazione di studentesse delle Scuole Magistrali di Sacile. Ne risulta dunque un ritratto fresco e vivace della Pordenone dell’epoca, che restituisce il sapore di quegli anni già consegnati alla storia. Non mancano naturalmente la cronaca nera, incendi e incidenti che dal punto di vista professionale erano il suo cavallo di battaglia. Emerge, forte e dolce, anche il suo lato umano, quella sua capacità di star bene in mezzo alla gente e di saper percepire e “fermare” in fotografia la “vignetta”, la situazione parlante, di vita vera e quotidiana. L’esposizione, ospitata quest’inverno nel Museo Civico d’Arte di Palazzo Ricchieri, in continuità con un ciclo di eventi dedicati ad artisti e personalità locali, viene riproposta per l’estate negli spazi del Museo Archeologico al Castello di Torre.

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