Alexandra Lethbridge – Archive of Gesture

ID Evento 156583

Informazioni

Data Inizio
09-09-2021

Data Fine
20-10-2021

Categoria
Speciale Mostre Top

Telefono
02 7000 6800

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Other Size Gallery c/o Workness - via Andrea Maffei, 1 - Milano

Orario
Lun-Ven 10:00-18:00

Ingresso
gratuito

Descrizione

Le mani, la gestualità, la comunicazione non verbale. In Italia, più che in altre parti del mondo, sappiamo che il corpo, e le mani in particolare, contribuiscono in modo determinante a rendere più efficace un messaggio. Ma cosa accade quando il gesto viene negato? Da questo quesito prende le mosse – è il caso di dirlo – il progetto inedito della fotografa inglese Alexandra Lethbridge “The Archive of Gesture”.

La serie – dopo essere stata decretata vincitrice del Belfast Photo Festival, è presentata in anteprima assoluta in Italia alla Other Size Gallery di Milano, in una personale a cura di Claudio Composti. In mostra, dal 9 settembre al 20 ottobre 2021, sono esposti circa dodici scatti in bianco e nero di medie e grandi dimensioni, presentati in un allestimento interattivo e teatrale pensato appositamente per gli spazi della galleria in un’ottica site-specific.

A partire da immagini di sculture classiche, spesso giunte a noi con le braccia mutilate e quindi private della possibilità di veicolare il messaggio di cui erano portatrici, la fotografa compone un nucleo di opere che, nel sovrapporre immagini trovate, still life e interventi digitali, si interroga, non senza ironia, sul ruolo che la gestualità gioca nella costruzione del significato. Sono i temi dell’inganno, del depistaggio, della disinformazione al centro della riflessione della Lethbridge che spiega: “Il gesto è diventato un po’ un’ossessione, in particolare considerando come può essere letto o frainteso”.

Funzionale a questi temi è anche la dimensione installativa della mostra che gioca sul rapporto tra tridimensionalità delle sculture ritratte e bidimensionalità delle immagini fotografiche: stampate su teli trasparenti le fotografie possono essere contemplate a “tutto tondo”, esattamente come una scultura, pur rimanendo indubitabilmente bidimensionali. A rimarcare poi la contrapposizione tra occultamento e disvelamento, un sistema di quinte scorrevoli consente di celare e svelare le opere in maniera tanto interattiva per il pubblico quanto teatrale.

Un continuo, giocoso inganno che dalle fotografie si sposta alla fruizione stessa della mostra.

Mappa

Via Andrea Maffei, 1, Milano, Lombardia, Italia