Bottega, Scuola, Accademia. La Pittura a Verona

ID Evento 128407

Informazioni

Data Inizio
17-11-2018

Data Fine
29-09-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
045 806 2611

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Museo di Castelvecchio - corso Castelvecchio, 2 (Sala Boggian) - Verona

Orario
Lun 13:30-19:30, Mar-Dom 8:30-19:30

Ingresso
intero € 6, ridotto da € 1 a € 4.50, gratis per over 65 residenti a Verona

Totale voti: 459 - Rating: 3.6
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Descrizione

Dal 17 novembre 2018 al 5 maggio 2019, la Sala Boggian del Museo di Castelvecchio a Verona ospiterà la mostra “Bottega, Scuola, Accademia. La pittura a Verona dal 1570 alla peste del 1630”. L’esposizione, a cura di Francesca Rossi e Sergio Marinelli, pone l’attenzione sul panorama artistico veronese tra la fine del XVI secolo e l’inizio di quello successivo, un crogiolo ricco di novità. In un contesto che vedeva presenti a Verona figure di rilievo, come Bernardino India e Paolo Farinati, e la vicinanza con il vivace ambiente veneziano, la necessaria premessa ai successivi sviluppi fu la presenza in città alla metà del ‘500 della bottega di Domenico Brusasorzi e del figlio Felice, una delle più attive, sia per quanto riguarda la produzione di opere pittoriche sia per la presenza al suo interno di numerosi apprendisti e discepoli.

La mostra propone l’analisi dell’eredità di Felice Brusasorzi raccolta dai suoi allievi, tra i quali vengono ricordati con attenzione Sante Creara, Alessandro Turchi, Pasquale Ottino e Marcantonio Bassetti. I disegni e dipinti esposti evidenziano come il periodo giovanile di questi artisti sia stato molto influenzato dal lessico del maestro, per poi differenziarsi, in seguito, grazie all’influsso di altri autori. Questo fondamentale periodo della produzione artistica veronese fu bruscamente interrotto dalla peste del 1630, che portò alla morte di molti pittori e che mutò in maniera radicale la sensibilità di coloro che sopravvissero, aprendo la strada a una stagione dell’arte veronese. Le opere esposte provengono dalle collezioni civiche e da importanti prestiti concessi dall’Accademia Filarmonica di Verona, dalla Fondazione Cariverona, da Banco BPM, da collezionisti privati a testimonianza dell’importante e consolidata rete di collaborazione territoriale volta alla valorizzazione del patrimonio.

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