Con la Terra e con il Fuoco. L’Arte della Maiolica

ID Evento 135814

Informazioni

Data Inizio
13-04-2019

Data Fine
03-11-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0736 298 213

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Museo dell’Arte Ceramica - piazza San Tommaso - Ascoli Piceno

Orario
Mar-Ven 11:00-15:30 e su prenotazione, Sab-Dom e festivi/prefestivi 10:00-13:00 e 15:00-18:00

Ingresso
intero € 4, ridotto € 2

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Descrizione

Il Comune di Ascoli Piceno, in collaborazione con Regione Marche, ANCI Marche, Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e l’Accademia dei Maiolicari di Ascoli Piceno presenta la mostra Con il fuoco e con la Terra. L’Arte della maiolica ad Ascoli Piceno dal XV secolo a oggi, a cura di Giuseppe Matricardi e Stefano Papetti. L’esposizione, aperta al pubblico dal 13 aprile al 3 novembre 2019 presso il Museo dell’Arte Ceramica di Ascoli Piceno celebra la produzione ceramica ascolana da fine Trecento ai giorni nostri con un’ampia sezione dedicata ai ceramisti attualmente attivi nel territorio. Un’antica tradizione legata all’arte della maiolica contraddistingue la città di Ascoli e il suo territorio dagli altri centri marchigiani attivi nella produzione ceramica. Seppur contrassegnata da un alternarsi di vicende, che in alcuni casi ne hanno arrestato momentaneamente lo sviluppo, già dalla fine del XIV secolo la città vanta numerose fabbriche di maiolicai specializzati nella decorazione della ceramica su smalto e questa tradizione, nonostante il terremoto del 2016, perdura fino a oggi. La tipica ‘rosetta’, i paesaggi rurali, le torri merlate e i richiami ai dipinti dei pittori attivi in città fin dal quattrocento, come Carlo Crivelli, sono i soggetti scelti dagli artigiani locali e che nel corso del tempo hanno contraddistinto le maioliche ascolane.

La mostra, allestita negli ambienti del Convento annesso alla duecentesca Chiesa di San Tommaso, oggi sede del Museo dell’Arte Ceramica, è articolata in cinque sezioni e segue un ordinamento cronologico. La prima sezione è dedicata ai bacini in maiolica arcaica realizzati ad Ascoli sul finire del Trecento: si tratta di manufatti decorati con stilizzate figure fitomorfe, dipinte in ramina, manganese e zaffera, secondo moduli comuni ad altri centri manifatturieri dell’Italia Centrale che venivano utilizzati per adornare le facciate delle chiese ascolane. La seconda e la terza sezione illustrano i rapporti intrattenuti dalla città di Ascoli Piceno con il grande centro manifatturiero di Castelli, attivo nel confinante Regno di Napoli, dove fra Cinque e Seicento si rifornirono gli Anziani del Comune, i principali monasteri cittadini e le più importanti famiglie del patriziato. La quarta sezione presenta le ceramiche prodotte ad Ascoli Piceno dalla manifattura allestita nel 1787 dal colto abate di sant’Angelo Magno, Valeriano Malaspina, con l’intento di porre freno all’importazione di prodotti castellani e di rivitalizzare la produzione locale. La quinta sezione, incentrata sul Novecento fino ai giorni nostri, ricostruisce le vicende delle più importanti botteghe attive ad Ascoli in questo arco temporale. La mostra si chiude nel chiostro medioevale del Museo con una selezione di opere realizzate dai ceramisti attivi oggi nel territorio di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata che, anche se colpiti duramente dal sisma del 2016, continuano ancora a mantenere viva quest’antica tradizione locale. L’esposizione è accompagnata da un ricco palinsesto che prevede laboratori didattici per le scuole, visite nelle botteghe del territorio e incontri aperti al pubblico e agli operatori del settore su temi legati alla storia della ceramica marchigiana, al restauro, alla diagnostica museale e all’archeologia.

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