De Chirico, De Pisis, Carrà. La Vita Nascosta delle Cose

ID Evento 133286

Informazioni

Data Inizio
19-04-2019

Data Fine
28-07-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0382 399 770

Sito Web
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Indirizzo
Musei Civici del Castello Visconteo - viale XI Febbraio, 35 - Pavia

Orario
Mar-Ven 14:30-18:00, Sab e Dom 11:00-19:00

Ingresso
intero € 8, ridotto da € 4 a € 6, gratis per under 18

Totale voti: 223 - Rating: 3.5
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Descrizione

Curata da Antonio D’Amico con la collaborazione scientifica di Elena Pontiggia e Maria Silvia Proni, la mostra De Chirico, De Pisis, Carrà. La Vita Nascosta delle Cose, ospitata presso i Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia dal 19 aprile al 28 luglio 2019, offre un affascinante percorso in cui un gruppo di superbe nature morte napoletane del Seicento. Eseguite con una lenticolare adesione alla realtà da artisti caravaggeschi del calibro di Paolo Porpora, Giovanni Battista, Giuseppe Recco e Giovanni Battista Ruoppolo, le opere dialogano con importanti tele di Filippo de Pisis, con un nucleo raro di Vite Silenti di Giorgio de Chirico e con alcune meditabonde nature morte di Carlo Carrà, pittori che nel Novecento hanno dato origine alla Metafisica, attribuendo agli oggetti ritratti un valore simbolico e lasciando così emergere la vita nascosta delle cose.

L’esposizione consta di un percorso di circa 60 opere provenienti da prestigiose collezioni private italiane e straniere permettendo anche di sviluppare contestualmente un dialogo suggestivo e per certi versi imprevisto con gli spazi del castello trecentesco che la ospita e, di qui, con tutta la città. De Chirico, De Pisis e Carrà affidano pensieri ed emozioni ai colori per creare composizioni che diventano diari carichi di significati reconditi, legati alla vita e alla poetica delle piccole cose, animando sulla tela il linguaggio della Metafisica che è fatta di semplicità, chiarezza, sonorità e palpito, come scrive De Pisis e come si potrà vedere nelle opere in mostra, alcune delle quali mai esposte prima. Con la Metafisica gli artisti danno forma al ricordo di luoghi e oggetti, scoprendo che ogni cosa possiede un risvolto simbolico, una psicologia emozionale e un preciso racconto da mostrare che spesso rimane segreto e intimo.

Le nature morte sono vere e proprie meditazioni pittoriche, sono vite silenti, ferme, come le chiama Giorgio de Chirico, che contengono idee, pensieri e, soprattutto, l’essenza nascosta della natura.  La mostra è anche un’occasione per ammirare Gli Archeologi in cui De Chirico adopera un tempietto addossato a un masso roccioso, ripreso da un dipinto appartenuto a De Pisis, suggellando così la loro amicizia anche attraverso il linguaggio pittorico e si annuncia sorprendente nel dimostrare come il genere della natura morta in Italia si animi nel Novecento di nuovi impulsi e di vigorosi risvolti simbolici. La mostra si propone dunque come un punto di vista nuovo sulla storia dell’arte, un sorprendente affondo sul genere della natura morta attraverso un dialogo inedito tra maestri italiani del Seicento e del Novecento.

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