Intrepidi Intrecci – mostra fotografica di Luigi Menozzi

ID Evento 133407

Informazioni

Data Inizio
10-05-2019

Data Fine
22-11-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0522 455 000

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
BFMR & Partners - piazza Vallisneri, 4 - Reggio Emilia

Orario
Lun-Ven 10:00-12:00 e 16:00-18:00

Ingresso
gratuito

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Descrizione

Arte e natura si danno la mano nelle fotografie di Luigi Menozzi, esposte dal 10 maggio al 22 novembre 2019 negli spazi di BFMR & Partners a Reggio Emilia. Curata da Sandro Parmiggiani, la mostra è inserita nel circuito Off di “Fotografia Europea”. Il percorso espositivo comprende una quarantina di fotografie scattate nel 2017-18 all’interno di due importanti parchi naturalistici e musei all’aperto – “Arte Sella”, nell’omonima valle di Borgo Valsugana (Trento) e “Domaine de Chaumont-sur-Loire”, nella Valle della Loira francese – per documentare l’impegno profuso da celebri artisti nella realizzazione di sculture e installazioni a partire da materiali naturali reperiti nelle vicinanze come foglie, tronchi e pietre. L’autore Luigi Menozzi si è soffermato su opere che testimoniano, insieme, la visione fantastica degli artisti e l’inesauribile linguaggio dei materiali, anche quando può sembrare che essi abbiano ormai fatto naufragio nel tempo e possano solo attendere la dissoluzione. Come ha fatto fin dall’inizio, l’autore sviluppa i negativi analogici e stampa personalmente le proprie fotografie, cimentandosi anche con le antiche tecniche. Le immagini di questa mostra sono “platinotipie” che, grazie alla carta cotone e ai sali metallici al platino/palladio utilizzati, ci restituiscono le infinite vibrazioni tonali e la bellezza dei dettagli tridimensionali di ogni piccolo elemento che la natura racchiude nel suo scrigno.

Luigi Menozzi (Reggio Emilia, 1957) ha sempre focalizzato la propria attenzione sulla natura e sull’ambiente naturale dapprima soffermandosi sul paesaggio, in seguito con ricerche e progetti più delineati e circoscritti. Dalle larghe vedute dei primi paesaggi appenninici (“Appennino reggiano”, 1989; “Oltre le nuvole”, 1990; Paesaggi lontani, 1991), eredi della tradizione americana, il suo percorso fotografico passa a una ricerca quasi minimalista che isola, ritaglia ed esplora particolari della natura a volte apparentemente insignificanti per mostrare ciò che sfugge alla nostra superficialità visiva (“Zone d’ombra”, 2003). Nel 1999 ha pubblicato il volume “In attesa dell’incanto” che presenta oltre dieci anni di lavoro sul paesaggio dell’appennino reggiano. In “Divino naturale insomma eterno” (2009), discostandosi dalle sue vedute panoramiche, ma sempre con lo sguardo teso alla natura propone nuovi tagli, esplorazioni minimali nel territorio e nell’anima, cogliendo i segni della divinità, dell’eterno e della mano dell’uomo. Il suo lavoro si pone in controtendenza rispetto alle dinamiche della fotografia contemporanea, valorizzando la lentezza dello sguardo e sostenendo il valore del tempo.  Dal 2015 al 2017 realizza un progetto in quattro parti – “Il giardino della Pietra”, “La Pietra e le pietre”, “Nell’abisso di un antico mare”, “Su Bismantova in cacume” – teso a raccontare per immagini la Pietra di Bismantova, montagna/icona che rappresenta il baricentro ideale dell’Appennino reggiano.

I suoi lavori più recenti sono rivolti alla Land Art, con l’intento di evidenziarne gli aspetti di consonanza e stretto rapporto con la natura. Nel 2017 fotografa le opere di “Arte Sella”, nel 2018 quelle del parco di Chaumont-sur-Loire. Proseguendo in questo percorso si è soffermato su altre forme di interventi in armonia con l’ambiente; inizia così il progetto sull’“Arte domestica” e sugli interventi artistici negli spazi abitativi, nei parchi e nei giardini. Fedele ad una produzione artigianale, ha sempre stampato personalmente le proprie fotografie, passando dalla carta baritata alle carte naturali, preparate con gelatina ed emulsione fotografica al cloro-bromuro d’argento per arrivare poi alla “carta salata” e alla stampa su carta sensibilizzata al platino/palladio, considerando le componenti fisiche e tattili dell’immagine come parte integrante dell’opera. Dal 2009 fa parte del “Gruppo Rodolfo Namias” che si occupa dello studio e della riscoperta delle antiche tecniche fotografiche. Ha esposto in numerose personali e collettive in Italia ed all’estero, tra le quali: Musée N. Niépce Chalon-sur-Saone, 1992; “XXV Rencontres Internationales de la Photographie”, Arles, 1994; “Paesaggi italiani del ‘900”, Milano, 1999; “XL La collection photographique d’Arles”, Arles, 2005; “Un’arte glocale – da Reggio Emilia ad Albacete”, Albacete, 2005; “Divino naturale insomma eterno”, Fotografia Europea, Reggio Emilia, 2009; Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia, 2010; Galleria Fotoforum, Bolzano, 2013; Palazzo Rosso, Genova, 2014; Galleria Zannoni, Fotografia Europea, Reggio Emilia, 2015; Castello Aragonese, Ischia, 2015; Sestri Levante, 2016; Cuneo, 2017; Novafeltria, 2018; Galleria MBN Art, Reggio Emilia 2018. Sue fotografie sono conservate nelle collezioni di Biblioteca Panizzi e Musei Civici di Reggio Emilia, Musée Niépce a Chalon-sur-Saone, Musée Reattù ed Ecole Nationale de la Photographie di Arles, Bibliotheque Nationale de France a Parigi, Musée de la Photographie di Charleroi, Musée d’Art et d’Archéologie di Aurillac.

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