LORENZO LOTTO. Il Richiamo delle Marche

ID Evento 127253

Informazioni

Data Inizio
19-10-2018

Data Fine
10-02-2019

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0733 256 361

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Palazzo Buonaccorsi Musei Civici di Macerata - via Don Minzoni, 24 - Macerata

Orario
Mar-Dom dalle 10:00 alle 18:00

Ingresso
intero € 10, ridotto da € 3 a € 8, gratis per bambini fino a 14 anni

Totale voti: 43 - Rating: 4.7
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Descrizione

Lorenzo Lotto torna protagonista nelle Marche, sua terra d’elezione, in un anno davvero speciale. In concomitanza con le due tappe espositive dedicate ai suoi ritratti a Madrid e Londra, dal 19 ottobre 2018 al 20 febbraio 2019 Palazzo Buonaccorsi – sede del Museo Civico di Macerata – ospiterà la grande mostra LORENZO LOTTO. Il Richiamo delle Marche. L’esposizione riunirà per la prima volta le opere di Lotto create per il territorio e poi disperse nel mondo o quelle che, per storia e realizzazione, hanno avuto forti legami con le Marche. Una mostra inusuale, per certi versi sperimentale nel voler abbinare forza espositiva, supporti multimediali di approfondimento, grandi capolavori ma anche spunti di ricerca e discussione critica.

L’esposizione rivelerà al pubblico inediti materiali documentari sull’attività dell’artista e opere mai esposte in precedenti eventi – tra tutti una “Venere adornata dalla Grazie” di collezione privata, rimasta all’oscuro per sette decenni ma che si completa necessariamente nel territorio marchigiano, ponendosi in stretto dialogo con i lavori lotteschi (25 opere) disseminanti nei diversi centri e volutamente lasciati nei siti di appartenenza. Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino danno forma con Macerata a una sorta di mostra diffusa da vivere insieme alle bellezze artistiche e naturali delle Marche. Curata da Enrico Maria Dal Pozzolo, con la collaborazione di tanti studiosi marchigiani, l’esposizione propone oltre 20 dipinti autografi di Lotto e 5 disegni di sua mano e alcune straordinarie opere grafiche di grandi autori, quali Dürer e Mantegna, da cui Lorenzo trasse ispirazione ma anche preziosi manoscritti e volumi, globi e antiche mappe per contestualizzare la sua attività in queste terre.

Opere di Lotto provenienti da collezioni internazionali – come la Gemäldegalerie della Staatliche Museen di Berlino, il British Museum di Londra, Il Musèe du Louvre di Parigi, il Museo Nazionale Brukental di Sibiu, il Museo del Prado di Madrid o il Musée des Beaux Arts di Strasburgo si affiancheranno a capolavori provenienti dal Museo Poldi Pezzoli di Milano, dal Museo Correr di Venezia e dalle Collezioni del Quirinale. Saranno esposte per la prima volta in Italia le tele da Berlino con il San Cristoforo e il San Sebastiano, due pannelli di un polittico disperso che Lotto aveva realizzato per la Chiesa di Castelplanio, piccolo centro nei dintorni di Jesi. Le opere, acquistate dallo Stato di Prussia tra il 1819 e il 1821 dal mercante inglese Edward Solly, sono state restaurate nel 1998 presso il Getty Museum, rivelando parti nascoste dalla cornice ottocentesca e mostrando una resa pittorica del corpo nudo del San Sebastiano esemplare e minuziosa, assai rara nella produzione lottesca.

Dall’Ermitage di San Pietroburgo giungono invece, eccezionalmente, due importanti opere marchigiane di Lotto, compreso il “Cristo conduce gli apostoli al Monte Tabor” (1511-1512), predella di quella bellissima “Pala di Recanati” che il pubblico può ammirare nella vicina città di Leopardi; mentre dalle Gallerie degli Uffizi arriva a Macerata, esposta al pubblico per la prima volta dopo un eccezionale restauro, una “Sacra Conversazione” firmata e datata 1534, anno in cui certamente Lotto era nelle Marche. Nelle sale del settecentesco Palazzo Buonaccorsi l’esperienza “marchigiana” di Lotto viene integrata anche da alcune opere “di collegamento”, per le quali non è documentato ma neppure escluso il legame territoriale, in modo da delineare senza lacune l’evoluzione artistica del pittore veneziano; mentre i rimandi alle tante opere della regione sono suggeriti dalla didattica e da contributi video appositamemte realizzati per l’evento, così come il documentario con la regia di Luca Criscenti che chiude l’esposizione maceratese, invitando i visitatori ad andare per borghi e colline, sempre sulle orme del grande artista. Unica eccezione: la presenza emozionante in mostra del grande affresco staccato e montato su tela del “San Vicenzo Ferrer in Gloria” (1510 – 1512 circa) – l’unico ad oggi conosciuto nelle Marche – non visibile ormai da tempo, a causa del grave sisma che ha reso inagibile la Chiesa di San Domenico a Recanati, ove l’opera era conservata.

La mostra si chiude con tre focus molto particolari. Il primo cerca di ricostituire idealmente e a titolo esemplificativo il “dossier grafico” di riferimento del pittore proponendo una serie di stampe e incisioni sicuramente note a Lotto e da lui utilizzate. Ma in questo contesto si riporta anche all’attenzione della critica e del pubblico una tela con “San Girolamo nello Studio” in passato ben presente nella letteratura scientifica e quindi acquistata, alla fine degli anni Settanta, per i Musei Civici di Bassano del Grappa: un’opera che in seguito fu però al centro di polemiche e di animate discussioni circa la paternità di Lorenzo Lotto e quindi relagata nei depositi museali e per lunghi anni completamente dimenticata. Il secondo focus è un vis-à vis tra la bellissima “Madonna con il bambino” di Crivelli e la Madonna di Lotto, di probabile origine marchigiana. Infine una provocazione, per scuotere le nebbie intorno alla viceda e gli animi di quanti potrebbero aiutare: l’ultima opera in mostra è la cornice vuota della famosa “Madonna di Osimo” , realizzata da Lorenzo intorno agli anni trenta del Cinquecento e rubata dalla Chiesa dei Minori Osservanti nel 1911, lo stesso anno del celeberrimo furto della Gioconda. A differenza del capolavoro leonardesco, il dipinto di Lotto non fu mai recuperato, producendo una ferita aperta nel patrimonio della regione, ancora da sanare.

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