Carlo Fornara e il Divisionismo

ID Evento 146806

Informazioni

Data Inizio
26-10-2019

Data Fine
15-03-2020

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0165 275 937

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Museo Archeologico Regionale - piazza Roncas - Aosta

Orario
Mar-Dom 10:00-13:00 e 14:00-18:00

Ingresso
intero € 6, ridotto € 4, gratuito per under 18

Totale voti: 380 - Rating: 3.4
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Descrizione

Curata da Annie-Paule Quinsac e diretta da Daria Jorioz, la mostra Carlo Fornara e il Divisionismo in programma ad Aosta dal 26 ottobre 2019 al 15 marzo 2020 presenta nelle sale del Museo Archeologico Regionale un ricco percorso espositivo di 80 opere tra dipinti, disegni e grafiche. L’artista Carlo Fornara (1871-1968) sta riacquistando il ruolo di primissimo piano che ebbe nell’arte italiana ed europea a cavallo tra Otto e Novecento e l’esposizione aostana lo evidenzia al di là di ogni dubbio, sciogliendo ogni riserva e preconcetto. Riserve e preconcetti nati dalla percezione di Fornara nella riduttiva veste di imitatore di Giovanni Segantini. Certo, fu il suo assistente nell’estate 1898 e imparò profondamente la lezione del grande maestro che doveva scomparire tredici mesi più tardi ma questo non spiega né la sua adesione al Divisionismo né l’evoluzione del suo originale percorso di artista. La mostra di Aosta giunge a completamento delle celebrazioni per il cinquantenario dalla morte di Fornara aperte lo scorso settembre a Milano con una selezione degli autoritratti e proseguite nella storica Casa de Rodis a Domodossola.

Carlo Fornara e il Divisionismo, prima rassegna monografica in Valle d’Aosta dedicata al pittore piemontese, è focalizzata sui due decenni cruciali della parabola di Fornara, ovvero l’ultimo dell’Ottocento e il primo del Novecento, ed esamina la stagione più intensa della sua produzione in parallelo alla genesi e all’apice del Divisionismo in Italia. Il periodo simbolista di Fornara, oltre al capolavoro L’Aquilone, è qui rappresentato da La leggenda alpina e da due studi a olio mentre nella sezione dei disegni alcuni fogli di grande formato – quali quello per il manifesto stradale del Sempione e Allegoria dei Monti – raccontano di un’esperienza che più tardi l’autore preferì occultare. Chiusa la parentesi simbolista, il primo decennio del Novecento è segnato da una ricerca di obiettività verso la natura, spoglia dell’espressionismo che aveva dominato le stagioni tra la fine dell’apprendistato vigezzino e la maturazione divisionista che con En plein air anticipa di alcuni mesi l’incontro con Segantini.

Sono anni dedicati alla sua terra, fonte iconografica primaria, la Val Vigezzo. Rare sono le esplorazioni di Fornara fuori dal proprio mondo. La trilogia di Valle Maggia, nella vicina Svizzera, frutto del soggiorno del 1908, presentata in mostra testimonia una ricerca mirata al naturalismo in cui le modifiche tecniche apprese da Segantini nell’estate 1898 sono mirate a una visione realista che per nulla rimanda al panteismo del maestro. Come si evidenzia dal breve carteggio con Pellizza da Volpedo e dalle lettere di Morbelli, Carlo Fornara malgrado anagraficamente più giovane fu un Divisionista della prima ora. La sua tecnica rivela un’empirica divisione del tono, anteriore al fondamentale incontro con Segantini per il Panorama di Saint-Moritz. Dopo di che l’uso dei colori puri o semi-puri e delle pennellate giustapposte si arricchisce con la pratica segantiniana dell’aggiunta di metalli, oro e argento fusi all’impasto fresco.

Riguardo allo studio sulla tecnica di Fornara la mostra segna un passo avanti anche dal punto di vista delle indagini scientifiche: il complesso modus di Fornara era rimasto unico fra quelli dei divisionisti a non essere stato oggetto di una diagnostica completa, sino ad oggi. Grazie alla collaborazione della Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C. che da due anni porta avanti un progetto di studio diagnostico di artisti italiani fra il XVI e il XIX secolo, la mostra ha dato l’occasione per l’analisi di cinque opere chiave: Le lavandaie, L’Aquilone, Chiara pace, Luce e ombre, Fine d’autunno in Valle Maggia. Il rilevamento dei dati diagnostici è stato affidato a Thierry Radelet, esperto di fama internazionale, e i risultati sono presentati nel catalogo della mostra.

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