Peter Kim – Sull’orlo della forma

ID Evento 114473

Informazioni

Data Inizio
22-06-2018

Data Fine
04-11-2018

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0637518280

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Museo Bilotti - Villa Borghese - Roma

Orario
Da martedì a venerdì ore 13.00 - 19.00 Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 Dal 1 ottobre è in vigore l’orario invernale Da martedì a venerdì ore 10.00 - 16.00 Sabato e domenica ore 10.00 - 19.00 (Ingresso consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura)

Ingresso
Gratuito

Totale voti: 69 - Rating: 3.7
Attenzione, non é possibile votare l'evento oltre i 30 giorni dal termine.

Descrizione

Vasi e matasse informi di fili colorati. Il Vaso, soprattutto, come forma archetipica, luogo a-temporale in cui conservare la memoria del mondo, forma che separa e include, dove convergono il finito e l’infinito. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, ideata e curata da Maria Giovanna Musso, sostenuta da De Berg e organizzata da Comediarting, arriva in anteprima assoluta per Roma, al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese, Sull’orlo della forma, la mostra dell’artista coreano Peter Kim. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Peter Kim si è formato in Asia e in Europa e attualmente vive a New York. Le sue opere sono state esposte in diversi musei e gallerie in Francia, Giappone, Hong Kong, Corea del Sud, Belgio, Messico, Serbia. La ricerca espressiva dell’artista è caratterizzata da un costante richiamo ai temi della memoria, alle fratture del tempo e alle sollecitazioni del presente, con particolare riferimento al rapporto fra natura e cultura. Kim usa la linea come strumento di creazione e di accesso alle pieghe più profonde del reale. Nel suo lavoro la linea ripetuta è usata come un mantra visivo, un’ossessione gestuale che incide nello spazio e costruisce una ragnatela a cui annettere il reale. Per la mostra al Museo Bilotti sono state selezionate le opere di Kim dedicate prevalentemente al tema archetipico del vaso, insieme a una serie di disegni e ad alcune opere più materiche (matasse informi di fili colorati), poste in una cornice che esalti, al tempo stesso, il carattere del luogo espositivo e la peculiarità di un artista ancora poco conosciuto in Italia. Tutti i lavori scelti dalla curatrice sono quelli in cui “l’artista si attarda ai bordi del reale, insistendo sui limiti della figura e sul vuoto che essa delinea, sull’orlo della forma dove si decide il senso e il destino delle cose”. Per l’esposizione sarà realizzato un catalogo a cura di Maria Giovanna Musso, con testi di Maria Giovanna Musso e Vittoria Biasi.

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