RAFFAELLO e gli Amici di Urbino

ID Evento 146576

Informazioni

Data Inizio
03-10-2019

Data Fine
19-01-2020

Categoria
Mostre, Mercati e Fiere

Telefono
0722 2760

Sito Web
Visita il sito

Indirizzo
Galleria Nazionale delle Marche - piazza Rinascimento, 13 ( Palazzo Ducale) - Urbino

Orario
Lun 8:30-14:00, Mar-Dom 8:30-19:15

Ingresso
intero € 8, ridotto € 2

Totale voti: 217 - Rating: 3.5
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Descrizione

Dal 3 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020 la Galleria Nazionale delle Marche di Urbino ospiterà la mostra Raffaello e gli Amici di Urbino a cura di Barbara Agosti e Silvia Ginzburg. L’esposizione indaga e racconta – per la prima volta in modo così compiuto – il mondo delle relazioni di Raffaello con un gruppo di artisti operosi a Urbino che accompagnarono, in dialogo ma da posizioni e con stature diverse, la sua transizione verso la maniera moderna e i suoi sviluppi stilistici durante la memorabile stagione romana. Fondamentale il ruolo giocato da Pietro Perugino nella formazione e nel primo tratto dell’attività di Raffaello, qui letta in parallelo con quella dei più maturi concittadini Timoteo Viti e Girolamo Genga, le ricerche dei quali ebbero a intersecarsi con il periodo fiorentino e con l’attività romana del Sanzio. È muovendo dal retroterra comune, dalle esperienze condivise e dal confronto con le differenti reazioni di fronte ad analoghe sollecitazioni di cultura figurativa, che meglio risalta l’eccezionale ‘stacco’ compiuto dal giovane Raffaello e che si intendono caratteri e limiti del percorso degli artisti urbinati contemporanei a lui in quel momento più legat. Nella nuova dimensione di scuola assunta dal lavoro di Raffaello durante il pontificato di Leone X stanno le premesse per i successivi svolgimenti della pittura moderna nel ducato urbinate con l’emergere della personalità di Raffaellino del Colle dalla costola di Giulio Romano e soprattutto con l’omaggio ai modelli formali e decorativi raffaelleschi tentato da Genga all’indomani della morte di Raffaello ma in piena continuità e contiguità con il suo magistero. La mostra è un’occasione di misurare, in un contesto specifico di estrema rilevanza quale quello urbinate e nelle sue tappe maggiori, la grande trasformazione che coinvolse la cultura figurativa italiana nel passaggio tra il Quattro e il Cinquecento. A queste scansioni corrispondono, nella riflessione storiografica costruita da Vasari e fatta propria dagli studi successivi, il momento iniziale dell’adesione dei pittori della fine del secolo XV alle prime novità introdotte da Leonardo, ovvero alla adozione di quella dolcezza ne’ colori unita, che cominciò ad usare nelle cose sue il Francia bolognese e Pietro Perugino.

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